Tom Cruise nel 1997 con il primo Golden Globe per “Jerry Maguire“
Tom Cruise nel 1997 con il primo Golden Globe per “Jerry Maguire“
La bufera sulla Hollywood Foreign Press Association non accenna a placarsi e anzi, a dispetto delle riforme adottate la settimana scorsa, la Nbc ha annunciato che l’anno prossimo non manderà in onda la cerimonia dei Golden Globes mentre alcune star di prima grandezza si sfilano: tra queste, dopo Scarlett Johansson e Mark Ruffalo, anche Tom Cruise che oggi ha restituito al mittente le tre statuette vinte per Jerry Maguire, Nato il quattro luglio e Magnolia. L’annuncio della rete mette la Hfpa di fronte a un bivio: o...

La bufera sulla Hollywood Foreign Press Association non accenna a placarsi e anzi, a dispetto delle riforme adottate la settimana scorsa, la Nbc ha annunciato che l’anno prossimo non manderà in onda la cerimonia dei Golden Globes mentre alcune star di prima grandezza si sfilano: tra queste, dopo Scarlett Johansson e Mark Ruffalo, anche Tom Cruise che oggi ha restituito al mittente le tre statuette vinte per Jerry Maguire, Nato il quattro luglio e Magnolia.

L’annuncio della rete mette la Hfpa di fronte a un bivio: o andare avanti il prossimo anno senza un’emittente come partner, o muoversi più incisivamente per adottare riforme più radicali. La scorsa settimana si erano intanto tirati indietro i colossi dello streaming Netflix e Amazon chiedendo all’organizzazione che raccoglie la stampa estera a Hollywood misure "più significative" sul fronte dei membri (una composizione da riformare secondo criteri multirazziali) e delle regole etiche (nel mirino i regali fatti dalle Majors ai giurati). Posizione avallata dalla Nbc.

"Continuiamo a credere che la Hfpa voglia intraprendere riforme significative. Ma cambiamenti di questa grandezza richiedono tempo e lavoro e pensiamo fermamente che l’associazione debba fare le cose per bene. Per questo non manderemo in onda i premi 2022 ma pensiamo di poterlo fare nel gennaio 2023", ha annunciato la rete in un comunicato.

L’associazione dei giornalisti stranieri con base a Hollywood era finita nella bufera dopo un’inchiesta del Los Angeles Times pubblicata alla vigilia della cerimonia di quest’anno, che si è tenuta il primo marzo. Accusata di essere una "casta" che non include al suo interno giornalisti neri, l’associazione ha adottato qualche giorno fa un piano in base al quale si impegna ad aumentare il numero dei reporter di colore, introducendo al tempo stesso restrizioni sui doni da parte degli studi e sui pagamenti che i membri hanno finora ricevuto per far parte dei suoi comitati.

Ma a molti, tra cui i vertici di Amazon e Netflix al pari di tante star, erano sembrati inaccettabili non solo i contenuti ma anche i tempi che la Hfpa si è data per aumentare del 50% la sua membership (attualmente 86 giornalisti, nessuno dei quali nero) nell’arco dei prossimi 18 mesi. A irritare era stato anche il fatto che il 10% dell’organizzazione si era astenuta o non aveva partecipato al voto.

Non solo: "L’Hfpa è un’organizzazione che è stata legittimata da personaggi come Harvey Weinstein", è stata la recente accusa della Johansson che ha puntato il dito contro "le domande e le osservazioni sessiste da parte di alcuni membri dell’Hfpa che rasentavano le molestie sessuali".