di Simona Ballatore Un lungo applauso, da Prima della Scala. Crisantemi di Giacomo Puccini, un adagio di Mozart e un tram fermo davanti al Piermarini, che scampanellava come faceva per lei il suo papà. Così la diva Carla Fracci è stata accolta a "casa sua". La camera ardente al Piermarini è stata aperta a mezzogiorno e hanno dovuto persino prolungare l’orario per l’affluenza. Accanto al marito e regista Beppe Menegatti, al figlio Francesco, ai nipoti e alla sorella Marisa, c’erano giovanissime ballerine col tutu bianco, i colleghi di una vita e generazioni di milanesi, in coda fino a via dei Filodrammatici per rendere omaggio...

di Simona Ballatore

Un lungo applauso, da Prima della Scala. Crisantemi di Giacomo Puccini, un adagio di Mozart e un tram fermo davanti al Piermarini, che scampanellava come faceva per lei il suo papà. Così la diva Carla Fracci è stata accolta a "casa sua". La camera ardente al Piermarini è stata aperta a mezzogiorno e hanno dovuto persino prolungare l’orario per l’affluenza. Accanto al marito e regista Beppe Menegatti, al figlio Francesco, ai nipoti e alla sorella Marisa, c’erano giovanissime ballerine col tutu bianco, i colleghi di una vita e generazioni di milanesi, in coda fino a via dei Filodrammatici per rendere omaggio all’étoile prima dei funerali, oggi alle 14.30 nella basilica di San Marco, in diretta su Raiuno. Nel suo ultimo atto, Carla Fracci ha ribaltato il palinsesto tivù. E per il suo bel “cigno“ la città ha proclamato il lutto cittadino.

"La memoria storica che i milanesi stanno dimostrando di avere venendo per questo tributo di affetto a Carla è un segnale importante per la sua grandezza e per la grandezza che ha dato al suo teatro, al quale sarà sempre legata nel futuro e nella nostra memoria", ha ricordato il direttore musicale del Teatro alla Scala, Riccardo Chailly. E il figlio, Francesco Menegatti, non ha dubbi: "Mamma sarebbe veramente contenta di questa accoglienza straordinaria, di un’intensità fuori dal comune". E sorride, pur nel dolore, vedendo nonne e bimbe in fila, mentre consola con un caldo abbraccio i figli ai quali nonna Carla era legatissima. Chi è accanto gli ricorda la grazia della madre, che a 33 anni ballava in punta di piedi col pancione. Allora la maternità era ancora un tabù, c’era chi aveva scommesso che le scarpette sarebbero state attaccate al chiodo. "Non smise mai – conferma Francesco –, forse sono uscito male perché mi ha sbatacchiato". Altro sorriso commosso. Lo stesso che ricorda il sindaco Giuseppe Sala, in una foto scattata con la regina della danza: "Ha amato Milano profondamente – sottolinea – e credo che raramente si sia visto un ricambio così sincero da parte della città. E che bella storia".

A ogni tram che passa una scampanellata ricorda la figlia del tranviere, stella delle stelle. Le rendono omaggio Roberto Bolle, Oriella Dorella, l’artista Miro Persolja. La ricorda con affetto l’amica stilista Lavinia Biagiotti: "Un’artista irripetibile, un’icona che così tanto ha voluto donare all’Italia e al mondo, ma soprattutto per me è una persona cara, di famiglia. Mia madre Laura la definiva la sorella che avrebbe sempre voluto avere". "Ha rappresentato in sé l’arte italiana e ha esaltato questo teatro in maniera particolare. Era pura poesia", ricorda il governatore lombardo, Attilio Fontana, mentre al commiato si unisce l’Ac Milan a ricordare anche l’elegante rossonera e si uniscono con una rosa bianca i ballerini dell’Opera di Roma e d’Italia.

Si chiude il sipario, con cinque minuti d’applausi e col marito che ringrazia. Ad alta voce. "Con l’arte della danza, leggera e ardua, Carla Fracci ha mostrato che il movimento del corpo può scrivere messaggi d’amore, storie di dolore, canti di preghiera", dice l’arcivescovo Mario Delpini. E oggi il popolo di Carla Fracci ricambierà quei messaggi, quelle preghiere.