Capitale umano e capitale culturale. Sono i due pilastri che reggono l’impianto ideologico e programmatico con cui Promo Pa organizza il LuBeC 2021 il 7 e l’8 ottobre al Real Collegio di Lucca. "Enrico Moretti nel suo ‘La nuova geografia del lavoro’ aveva già individuato che l’economia postindustriale, basata sul sapere e sull’innovazione, sta cambiando profondamente il mercato del lavoro - introduce l’appuntamento Francesca Velani che dirige la rassegna -. L’intento delle giornate è quello di far incontrare i soggetti che, sviluppando politiche pluriennali di sistema, sono riusciti a realizzare scelte sociali azzeccate di cultura e salute. L’Oms ha sancito da tempo questo binomio come basilare per la promozione di comunità coese e attente ai dettagli. A livello europeo molti Paesi hanno dedicato all’argomento studi e progetti affinché le arti performative possano essere di sostegno e possano influenzare positivamente i decorsi di alcune malattie come l’Alzheimer o il Parkinson. E il Covid ci sta insegnando che il ruolo della cultura è fondamentale nel rimettere insieme tutto quanto il virus ha disgregato. La cultura corrobora l’immaginazione, dà consapevolezze nuove che accompagnano la ricostruzione del singolo e della comunità".

"Facendo incontrare istituzioni pubbliche e private - le fa eco Gaetano Scognamiglio, il presidente di Promo Pa che organizza l’evento - caliamo nella realtà ciò che ha postulato l’Oms, presentando sperimentazioni riuscite come quella di Bassano del Grappa sul Parkinson che ha trovato estimatori ed emuli anche a Tokyo e Kyoto. Del resto anche la Missione 1 del Pnrr considera la valorizzazione dell’asset cultura tra i fattori di prima linea per il rilancio del Paese e LuBeC ospita i protagonisti dell’innovazione direttamente collegata ai principi del Pnrr".

Tra le realtà che possono vantare premiati progetti di primogenitura nel solco del fortunato rapporto tra salute e cultura la Regione Marche che ha già lanciato una sua rete di welfare culturale, la Toscana con i Musei per l’Alzheimer che saranno illustrati dall’assessore regionale alla Sanità, il Piemonte che da anni lavora su questo rapporto e presenta l’unica cattedra italiana sul tema del rapporto salute-cultura. L’Emilia Romagna dal canto suo ha commissionato proprio alla Fondazione Promo PA un’indagine mirata a promuovere una proficua alleanza tra cultura e salute.

"Ma - aggiunge la Velani - c’è un altro soggetto fondamentale per la realizzazione di questo ambizioso connubio a vantaggio di tutta la comunità. Parlo delle imprese. Tre anni fa abbiamo avviato una sperimentazione a Parma con otto imprese che oggi stanno toccando con mano i vantaggi ottenuti introducendo il welfare culturale. In un Paese del saper fare come il nostro, introdurre l’elemento del pensiero creativo, ha significato unire e rendere più desiderabili marchi prima anonimi".

Il limite attuale è che il quadro degli interventi appare ancora fragile e disorganico, poggiato su fenomeni isolati e frammentati, al contrario dei battistrada Paesi scandinavi. LuBeC intende invece supportare un contesto che privilegi le operazioni di sistema al servizio dell’influenza positiva che sulla vita e la salute di tutti opera la cultura. Come detto, l’Oms nel novembre 2019 ha pubblicato ‘What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review’ in cui ha passato in rassegna le pubblicazioni scientifiche uscite tra 2000 e 2019 da cui emerge in maniera incontrovertibile il ruolo della cultura nella prevenzione e nella promozione della salute. Parimenti la cultura può essere un alleato insostituibile nella realizzazione degli obienttivi di Agenda 2030 come evidenziato da ‘Culture Indicators 2030’ dell’Unesco che misura quanto profitto produce la cultura nei vari ambiti territoriali d’intervento mentre l’obiettivo 3 della stessa Agenda recita testualmente ‘Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età’.