Come può uno scoglio. Arginare Pio & Amedeo

La coppia protagonista della nuova commedia nelle sale dal 28 dicembre "Una pellicola un po’ più scorretta di “Belli ciao“. Ma per tutta la famiglia".

Come può uno scoglio. Arginare Pio & Amedeo
Come può uno scoglio. Arginare Pio & Amedeo

Non ci si può sempre comportare bene, fare la cosa giusta, compiacere gli altri come fa Pio da una vita. Quando per assecondare la richiesta del parroco, assume come autista e tuttofare Amedeo, un dispensatore seriale di cattivi esempi, scopre il piacere e la forza della disobbedienza e della scorrettezza. E si ricorda che da ragazzo il suo sogno era diventare una rockstar e non fare l’avvocato come gli ha imposto il padre. Così, da “uomo di spiaggia“, diventa anche lui come Amedeo “uomo di scoglio“. Pio D’Antini e Amedeo Grieco, ovvero i due comici foggiani Pio e Amedeo, sono i protagonisti di Come può uno scoglio, regia di Gennaro Nunziante, dal 28 dicembre al cinema.

"Il mio personaggio è un “uomo di sabbia“, abituato a camminare sul morbido, sul velluto, e incontra, malauguratamente o forse fortunatamente, Amedeo, un “uomo di scoglio“, un ex avanzo di galera che gli stravolge in modo positivo la vita", racconta Pio. E spiega il titolo: "Ci siamo posti la domanda: come può un uomo di scoglio trasformare, arginare un uomo di sabbia? E da lì è venuto il titolo che allude a un verso di una famosa canzone di Lucio Battisti (Io vorrei… Non vorrei… Ma se vuoi ndr)". Con il precedente film, Belli ciao, sempre con la regia di Nunziante – compagno delle prime trionfali avventure di Checco Zalone sul grande schermo –, erano riusciti nell’impresa non facile di riportare gente al cinema dopo il periodo buio della pandemia, incassando tre milioni e 200mila euro. Un successo a cui ha fatto seguito quello tv con il programma Felicissima sera, su Canale 5, e lo spettacolo Felicissimo show, che portano ancora nei teatri. "Gennaro ci ha studiati e in questo nuovo film ci proponiamo per quello che in effetti siamo veramente, ma estremizzando i nostri caratteri. È un film un po’ più scorretto rispetto a Belli ciao ma è comunque una commedia per tutta la famiglia".

Interviene Amedeo: "Niente messaggi né sottotesti: è un film leggero per chi ha voglia e bisogno di staccare per un’ora e mezzo dai problemi della vita. Il nostro unico compito, effimero ma anche importante, è divertire". E aggiunge: "Abbiamo la fortuna di fare anche tv e teatro, e lì siamo molto più liberi. Al cinema dobbiamo rimanere aderenti alla storia ma evitiamo battute che suonino finte, troppo scritte, e in questo film ci siamo concessi un po’ più di scorrettezza rispetto a Belli ciao".

Essere politicamente scorretti è un po’ la loro cifra vincente, una prerogativa che gli ha procurato consensi da parte del pubblico ma che ha suscitato talvolta anche qualche protesta. "Sono tempi particolarmente difficili per chi vuole fare comicità, rischi sempre di offendere qualcuno. Noi – dice Amedeo – non ci siamo mai autocensurati e non abbiamo mai subito censure. Ci prendiamo il rischio di eventuali polemiche che possano scaturire da qualche argomento che tocchiamo. Comunque siamo convinti che la gente vera, non quella che abita il mondo dei social e rappresenta una fetta risicata della popolazione, vuole ridere di pancia". E non c’è, a suo avviso, un confine da non oltrepassare.

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