di Guglielmo Di Mario

Colline teramane, dolci e rotonde, dove ai vigneti si alternano ulivi, ma anche castelli e borghi storici. Vibrata, Salinello, Tordino e Vomano, quattro vallate che, dal Gran Sasso d’Italia, si sviluppano verso la costa adriatica. L’incombenza del Gigante e la vicinanza del Mare Adriatico, garantiscono un microclima ideale per la maturazione e la salubrità delle uve. Grazie a una ventilazione costante, all’escursione termica e alla sapienza storica degli agricoltori teramani, la sottozona delle Colline Teramane dal 2003 è la prima Denominazione d’origine controllata e garantita per il Montepulciano d’Abruzzo. Ma se il Montepulciano (che si fa Rosato con il nome di Cerasuolo) svetta sul pennone più alto, uve come Bombino, Montonico, Cococciola, Passerina e Pecorino, tutte autoctone e a maturazione medio-tardiva, sono le altre importanti bandiere del territorio. Certo, su un milione di ettolitri, l’80% è Montepulciano. Da qui il conferimento della Docg, senza nulla togliere alle altre denominazioni, Controguerra Doc e Colli Aprutini Igt, tutelate dal Consorzio. Guidato con competenza e passione autentica da Enrico Cerulli Spinozzi, il Consorzio punta a rappresentare e diffondere la conoscenza della produzione qualitativa artigianale di valore che in Abruzzo sta emergendo con forza, trainata dalle aziende a conduzione famigliare che hanno investito sul controllo dell’intera filiera e su sapienti pratiche agrotecniche e di vinificazione. Tre cantine ben rappresentano la tendenza: Cerulli Spinozzi, Nicodemi e Abbazia di Propezzano, delle quali proponiamo tre etichette che ben le rappresentano, hanno una loro precisa identità ma uguale filosofia per ottenere e garantire qualità in bottiglia.

La Tenuta Cerulli Spinozzi nata dalla fusione di due antiche proprietà agricole, quella della famiglia Spinozzi presente sul territorio già dal 1600 e quella dei Cerulli Irelli di tradizione mercantile, è fortemente orientata all’esaltazione delle uve tipiche della Regione e della denominazione Colline Teramane, Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, dalle quali nascono i vini Colline Teramane. Montepulciano di Abruzzo Docg, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Doc e Pecorino Colli Aprutini Igt sono declinati in tre linee – Torre Migliori, Cortalto, Gruè – che, con stili e vinificazioni diverse, raccontano un sorprendente Abruzzo. Allevate a tendone e a filare, le piante sono coltivate su terreni di origine alluvionale un tempo attraversate dalle acque del fiume Vomano, fondamentale riserva idrica della zona. Degna di menzione è l’esposizione: sudsud-est della maggior parte dei vigneti, favorevole per la maturazione della tardiva varietà Montepulciano. La Tenuta Cerulli Spinozzi è condotta secondo metodi di agricoltura sostenibile (produzione integrata), utilizza prevalentemente concimi organici e sali di rame e zolfo per la difesa antiparassitaria. Le varie muffe vengono controllate contenendo la concimazione e lavorando sull’apparato fogliare. La raccolta delle uve, tutta rigorosamente manuale in piccoli carri, avviene generalmente nell’ultima decade di agosto per il Pecorino e nella prima metà di ottobre per il Montepulciano.

L’attuale cantina è stata realizzata nel 2003 dai fratelli Vincenzo e Francesco, ma oggi è Enrico, figlio di Vincenzo e presidente del Consorzio di tutela, al timone. L’azienda agricola ha un approccio innovativo, a partire da menti giovani e passioni pure, come quella per la microbiologia dell’enologo Nereo Ianni che, influenzato dal fascino del ’non visibile’, lavora per andare oltre il meglio. I vigneti si estendono su una superifice di 35 ettari nel territorio di Canzano (a 30 chilometri rispettivamente dall’Appennino e da Giulianova). La tenuta è pensata e strutturata per un equilibrio tra impianti di nuovi vigneti e una costante manutenzione di vigne ultra trentennali, le cui basse rese (intorno agli 85 quintali per ettaro) sono ideali per produrre vini pregiati. Nei 180 ettari totali di proprietà si trovano anche ulivi, pomodori e vari seminativi.

"Brutta cosa aver la terra e non starci", fa dire Cesare Pavese a uno dei suoi personaggi più autentici nel romanzo Il diavolo sulle colline. Ed Enrico Cerulli Spinozzi fa tesoro di questo insegnamento che affonda le proprie radici nella sapienza che i contadini si tramandano da secoli.