Marina Abramović, 74 anni, durante una sua performance
Marina Abramović, 74 anni, durante una sua performance

"Per più di 30 anni ho deciso di apparire solo attraverso la mia scrittura perché i libri devono essere autosufficienti – le parole di Elena Ferrante –. Tu, per 50 anni, hai messo il tuo corpo, la tua persona, coraggiosamente al centro della scena". Una scelta – le risponde Marina Abramović – perché "il pubblico ha un ruolo maggiore di mero spettatore. E io ho bisogno della sua energia". Il carteggio via email tra l’autrice italiana di best seller più nota sulla scena internazionale e la stella assoluta della performance art a livello mondiale vede ora la luce, pubblicato dal Financial Times. Le donne mostrano di condividere timidezze (Ferrante) e infelicità ("La mia adolescenza è stata disperatamente complicata e infelice", Abramović. E se Ferrante stigmatizza un mondo ancora maschio-centrico, in cui "i canoni estetici sono stati imposti dagli uomini", Abramović – che si autodefinisce una "servitrice della società", perché "la creatività non ti appartiene ma va condivisa" - preferisce incalzare le donnei: "È anche colpa nostra se abbiamo dato tanto potere agli uomini, siamo noi che ci creiamo così tante infrastrutture e solo noi possiamo cambiarle", e indica la strada dell’autocoscienza per porre fine a quella che la scrittrice italiana definisce "la più grande, duratura e stupida perdita mai vista sulla terra: la dissipazione dell’intelligenza e creatività femminile".