Wikipedia
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Il prossimo 24 ottobre ricorrono i cento anni della Battaglia di Caporetto e qualche milione di studenti italiani cliccherà sulla omonima voce di Wikipedia, l’enciclopedia online condivisa dagli utenti e molto visitata dai più giovani. A quanto pare, come segnalatoci da vari studiosi, la voce sembra essere divenuta “feudo” di un manipolo di amministratori (celati dietro nickname) che negano modifiche, monopolizzano discussioni, bloccano utenti e – de facto – impongono la censura su ogni tipo di contributo che non sia allineato con una visione di una certa ideologica.

Per citare un esempio visibile a tutti, nella voce Cronologia, le modifiche proposte da uno degli utenti sono state annullate. Lo storico di fama internazionale Marco Patricelli, conferma: «Pur essendo molto critico sulla figura del generale Luigi Cadorna, anch’io, come gli utenti che valutano negativamente la voce, avevo già notato che non viene menzionato l’accanito dibattito storiografico degli ultimi decenni (che in certi casi è arrivato addirittura a ribaltare la vulgata tradizionale). Allo stesso modo non viene adeguatamente citata la Commissione d’Inchiesta Ufficiale, un documento storico ineludibile poiché riportava le testimonianze processuali di soldati e prigionieri. Completamente ignorata anche l’azione dei movimenti pacifisti e socialisti (siamo in pieno clima rivoluzionario in Russia) operanti nel Paese e nell’esercito, che furono concausa del rapido sfaldarsi delle unità militari». Nemmeno la proposta di alcuni utenti di correggere sviste macroscopiche è stata tollerata dagli amministratori, ad esempio quelle contenute nello schema riassuntivo della battaglia, in cui non sono citati ben tre comandanti italiani su sei, né il capo di Stato Maggiore austroungarico.

Soldati austriaci e prigionieri italiani dopo la battaglia di CaporettoViene inoltre segnalato che, sebbene la voce sia classificata come «di vetrina» – quindi ritenuta di eccellenza quasi universitaria –, manca del tutto un adeguato e plurale supporto bibliografico: su circa 50 note riferite ad autori, 40 citano solo scritti di Mario Silvestri, un noto ingegnere nucleare che, tra gli anni ’70 e ’90, scrisse cinque libri divulgativi sulla Grande Guerra. Silvestri è stato anche fatto oggetto di un curioso intervento di maquillage: dai riassunti di Google si riesce a trovare una vecchia pagina della Treccani online in cui l’autore era riportato come «iscritto al Pci e redattore de L’Unità». Tuttavia, all’interno dell’attuale pagina Treccani, questi dettagli sono misteriosamente scomparsi. Anche su altre voci “calde” di Wikipedia, gli utenti moderati vengono messi all’angolo, come quelle relative a «Guerra di Liberazione», «Luigi Cadorna» e «Dalmazia». Su quest’ultimo tema, un iscritto, tale “Presbite”, buon conoscitore della storia della Venezia-Giulia, è stato mobbizzato pesantemente dentro e fuori l’enciclopedia.

«Io stesso – spiega Patricelli – avevo più volte inutilmente tentato di correggere la voce della “Brigata Maiella” che continua a essere proposta erroneamente come formazione partigiana. Invece, i suoi stessi comandanti ripetevano di essere dei patrioti di ispirazione repubblicana, e mai vollero essere definiti partigiani. Erano soldati italiani, non aderenti al Regio esercito, che combatterono prima con il V Corpo d’armata inglese e poi col II polacco. La prova definitiva è che, alla bandiera della brigata, oggi conservata al Vittoriano, fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare, concessione impossibile se la Brigata fosse stata un’unità partigiana del Corpo volontari della libertà, cui, infatti, non apparteneva».

Eppure Wikipedia , il cui motto è «Modifica senza paura», era nata proprio con l’intento di abolire le visioni di parte, favorendo la condivisione delle fonti e affinando la verità storica attraverso la selezione “darwiniana” delle informazioni.