La boy band sudcoreana dei BTS
La boy band sudcoreana dei BTS

Sette ragazzini sudcoreani polverizzano ogni record di visualizzazioni di una clip su YouTube e segnano definitivamente il trionfo del “K-pop” a livello globale. Sono i BTS, o Bangtan Boys, la boy band più famosa del momento che ha battuto il record di YouTube per il maggior numero di visualizzazioni nelle prime ore di uscita: il nuovo singolo Boy With Luv, che vede la collaborazione della popstar americana Halsey, pubblicato la mattina di venerdì 12 aprile aveva collezionato solo alle 20 di ieri sera oltre 91 milioni di visualizzazioni (con circa 2 milioni di commenti).

Solo pochi giorni fa il record era stato conquistato da un’altra band sudcoreana, quella delle ragazze Blackpink, con 56,7 milioni di visualizzazioni nelle prime 24 ore di Kill This Love pubblicato il 9 aprile.

La canzone dei BTS fa parte dell’album Map of the Soul: Persona, rilasciato venerdì scorso (in pre-order aveva superato i 3 milioni di copie) e subito entrato prepotentemente nella top ten di iTunes di Apple con tutte e sette le tracce. Davvero pochissime band nella storia sono riuscite a raggiungere i numeri dei BTS, che con i loro milioni di fan hanno creato non un seguito appassionato, ma un vero e proprio culto, o meglio quello che si fa chiamare “BTS Army”, esercito Bts, (perlopiù ragazzine) attivissimo anche in Italia, da alcuni paragonato addirittura alla “beatlesmania”. 

I Bts hanno fatto il loro esordio nel 2013: il gruppo si è formato a Seul sotto la direzione della Big Hit Entertainment ed è composto da RM, Jin, Suga, J-Hope, Park Ji-min, V e Jeon Jung-kook. In poco tempo stanno conquistando il mondo: sono stati la prima band sudcoreana a entrare nella Billboard Hot 100, nella Billboard 200 e in tasca hanno 5 Guinness dei Primati per il loro grandissimo impatto musicale e social, in particolare su Twitter. Il presidente sudcoreano ha conferito al gruppo l’Ordine al merito Culturale di quinta classe (Hwa-gwan) per aver contribuito a diffondere la cultura coreana e i numeri parlano da soli: sin dal loro debutto hanno venduto oltre 10 milioni di dischi in tutto il mondo. Il nuovo disco, considerato come "l’inizio di un nuovo capitolo" per la band, si avvale anche della collaborazione della superstar britannica Ed Sheeran che per loro ha scritto Make It Right. 
 
Il K-Pop, o korean wave, sta riscrivendo le regole della musica pop: mescola elementi melodici, rap e coreografie mozzafiato, impeccabili nei video ma anche dal vivo. Non solo musica, ma un intero immaginario, che mescola status symbol occidentali a sgargianti gadget asiatici, studiato nel minimo dettaglio. Ciò che caratterizza il fenomeno delle band – “allevate” per diventare star fin da piccole dalle factory sudcoreane creatrici del business, tenute a dieta, sottoposte a interventi di chirurgia estetica e a rigide regole di comportamento che escludono anche relazioni sentimentali – è la produzione quasi seriale di ragazzini (e ragazzine) fisicamente perfetti, ballerini infallibili e cantanti standard di brani con strofe che alternano l’inglese al coreano e che inneggiano all’ottimismo e alla stima in sé. L’effetto – che evidentemente non inquieta le giovani fan – può essere però davvero straniante: boy band robotiche, musica pop creata secondo precise formule chimiche, insomma un universo tanto colorato quanto astratto da realtà e sentimenti. Almeno in apparenza: una di queste stelle del K-pop recentemente si è suicidata. Le lacrime che piangono le sue fan sono vere.