Brian May
Brian May

Il chitarrista e compositore dei Queen, Brian May, ha criticato la decisione dei Brit Awards di eliminare la distinzione di genere nelle categorie dei premi musicali, definendola una mossa sbagliata e "compiuta senza averci pensato a fondo". E parla della cancel culture come di un fatto "spaventoso".

Niente più distinzioni di genere per i Brit Awards

I BRIT Awards sono il più prestigioso riconoscimento britannico per quanto riguarda il mondo della musica, paragonabili per importanza ai Grammy statunitensi. Fino alla scorsa edizione esistevano le categorie di male solo artist, female solo artist, international male solo artist e international female solo artist. Ora non più: a inizio di questa settimana i BRIT Awards hanno annunciato che le quattro categorie saranno d'ora in avanti accorpate in due, senza distinzione di genere: artista dell'anno e artista internazionale dell'anno.

Gli organizzatori dei premi hanno dichiarato che la decisione è stata presa allo scopo di celebrare gli artisti "solamente per la loro musica e il loro lavoro, non per come scelgono di identificarsi o per come altri possano identificarli". In questo modo si intende fare il bene dello show e "renderlo il più inclusivo e rilevante possibile".

Brian May non è d'accordo

Parlando con il magazine The Mirror, il 74enne Brian May ha criticato quella che secondo lui è "una decisione presa senza averci pensato a fondo. Molte cose funzionano bene e non dovrebbero essere modificate. Sono stanco di persone che cercano cambiamenti senza prendere in considerazione le conseguenze a lungo termine delle loro azioni. In alcuni casi assistiamo a miglioramenti, in altri no". E riferendosi alla cosiddetta cancel culture, il chitarrista dei Queen parla di "un'atmosfera di paura diffusa, perché le persone temono di dire ciò che pensano davvero".

Ha anche parlato dell'ex frontman dei Queen, il compianto Freddie Mercury, e di come certi aspetti non dovrebbero contare, in ambito musicale: "Freddie veniva dallo Zanzibar, non era inglese, non era così tanto bianco, ma questo era irrilevante. Mai nessuno ha discusso di questa cosa. Era un musicista, un nostro amico e nostro fratello. Non ci siamo mai fermati a pensare se dovessimo lavorare con lui, se aveva il giusto colore della pelle, la giusta propensione sessuale. Niente di tutto ciò è accaduto, e trovo spaventoso che oggi si facciano invece calcoli di questo tipo". E poi: "Oggi i Queen sarebbero costretti ad avere membri con la pelle di colore diverso, con identità sessuale diversa e dovrebbero anche avere una persona trans. La vita non dev'essere così: possiamo essere separati e diversi".