Foto: Flavio Vallenari / iStock
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Brescia e Bergamo sono rispettivamente la prima e la seconda città d’Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico. Lo sostiene uno studio pubblicato oggi sulla rivista Lancet Planetary Health, dove si legge che riducendo i livelli di polveri sottili (rimanendo nella soglia consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) si potrebbero evitare decine di migliaia di morti all’anno in tutta Europa.

Le morti causate dal particolato fine e dal biossido di azoto

I ricercatori del Barcelona Institute for Global Health, che hanno collaborato con lo Swiss Tropical and Public Health Institute e l’Università di Utrecht, hanno stilato una classifica delle principali città d’Europa (poco meno di mille) in base al numero di decessi connessi ai due principali inquinanti atmosferici: il particolato fine (PM 2,5) e il biossido di azoto (NO2). Lo studio ha anche fatto una stima delle morti che si potrebbero evitare in Europa se tutti i Paesi non superassero i livelli di inquinamento raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: il PM 2,5 non dovrebbe oltrepassare i 10 microgrammi medi per metro cubo d’aria su base annua, mentre il biossido d’azoto non dovrebbe valicare quota 40 microgrammi per metro cubo. Dai risultati è emerso che in Europa, ogni anno, le morti premature dovute al PM 2,5 sono circa 50mila e quelle causate dal biossido d’azoto circa 900.


Male anche Milano e Torino

Passando alla singole città, ci sono purtroppo due italiane in testa nella classifica delle morti connesse al particolato fine. Al primo posto figura Brescia, la cui stima parla di 232 morti in meno all’anno se in città si rispettassero le soglie di PM 2,5 dell’OMS; nella città lombarda i livelli di PM 2,5 superano i livelli dell’OMS di circa 17,5 unità (27,5 microgrammi per metro cubo d’aria). Al secondo posto c’è Bergamo (26,1 microgrammi per metro cubo) con 137 morti annue potenzialmente evitabili per via delle polveri sottili. Nella Top 10 troviamo altre due città d’Italia, ossia Vicenza (quarto posto) e Saronno (ottavo posto); male anche Milano (tredicesimo posto) e Torino (ventisettesimo posto). La classifica del biossido d’azoto, invece, vede due italiane nella Top 10: Milano (quinto posto) e Torino (ottavo posto). La mortalità più bassa d’Europa per PM 2,5 si registra a Reykjavík, in Islanda.