Parigi, 25 marzo - Il cinema dice addio al regista francese Bertrand Tavernier, morto all'età di 79 anni  oggi a Saint-Maxime, nel sud della Francia. La notizia è stata data della moglie e dai figli sui social network e ripresa dall'Istituto Lumière. Tra i suoi film più famosi "Colpo di spugna", "Una domenica in campagna", "Che la festa cominci" o "La vita e niente altro". 

"Con la moglie Sarah, i figli Nils e Tiffany e i suoi nipoti, l'Istituto Lumière e Thierry Frémaux addolorati annunciano la scomparsa di Bertrand Tavernier", ha twittato l'associazione cinematografica che il regista presiedeva. 

Nel suo palmares molti César, gli Oscar francesi, e il riconoscimento come miglior regista al Festival di Cannes nel 1984 per "Una domenica in campagna". Nel 2015 la Mostra di Venezia lo premiò con il Leone d'Oro alla carriera. 

Figlio del poeta René Tavernier, appassionato di cinema fin da piccolo, Tavernier lascia gli studi universitari per diventare critico cinematografico. Inizia a dirigere realizzando alcuni sketches. L'esordio nel 1973 con "L'orologiaio di Saint Paul" (L'horologier de Saint-Paul, 1973), film premiato con l'Orso d'argento al Festival di Berlino 1974 , e che ha come protagonista l'attore Philip Noiret, con cui il regista lavorerà molte volte.

Con "Che la festa cominci" (Que la fête commence..., 1974), arrivarono due César: come miglior regia e miglior sceneggiatura. Poi con "Il giudice e l'assassino" (Le juge et l'assassin, 1975) quello per la miglior sceneggiatura. 

Dopo un perdiodo di pausa Tavernier tornò con "La morte in diretta" (La mort en direct) 1980, candidato all'orso d'oro al Festival di Berlino. 

Altro successo è "Una domenica in campagna" (Une dimanche à la campagne), del 1984, apprezzato dalla critica a Cannes e premiato come miglior regia, e prese anche due César: miglior regia e miglior sceneggiatura. 

"Round midnight - A mezzanotte circa" gli portò il Nastro d'argento come regista del miglior film straniero. Nel 1995 suscita molte polemiche la sua vittoria dell'Orso d'oro al Festival del Cinema di Berlino con "L'esca" (L'appât). Nel 1996 dirige "Capitan Conan" (César come miglior regista)  seguito de "La vita e nient'altro" (La vie et rien d'autre, 1989). da ricordare anche i suoi documentari come quello su un complesso di case popolari alla periferia di Parigi: "De l'autre coté du périph" del 1997. E un ritratto dello scrittore Philippe Soupault, un viaggio nelle tradizioni musicali del sud degli Usa ("Mississippi Blues") e uno sguardo alla sua città natale "Lyon, regard intérieur".