Nella vita e nella ritualità degli Etruschi, l’acqua rivestiva un’importanza fondamentale, anche per le pratiche legate al benessere del corpo. Attento alla sua cura ed esperto delle proprietà delle piante officinali, l’antico popolo amava rilassarsi nell’acqua calda sfruttando quella che sgorgava dal sottosuolo delle terre che abitavano, anticipando la tendenza dei piaceri crenoterapici che i Romani poi ereditarono (mutuando anche le ispirazioni derivate dal ginnasio greco e dal bagno a vapore egizio), facendone un vero e proprio tratto distintivo, tanto che se oggi in Europa si va per terme, lo si deve proprio a loro. Costruirono infatti terme quasi ovunque, mettendole a disposizione di tutti, utilizzando l’affinata arte di captare, incanalare e distribuire l’acqua, sia potabile che termale. Chi istituzionalizzò la pratica del balneum fu nel 25 a.C. Agrippa e da quel momento ogni imperatore gareggiò in magnificenza col predecessore per costruire stabilimenti sempre più ampi e differenziati: al loro interno si trovavano infatti centri sportivi, piccoli teatri, locande, ristoranti e saloni per le feste.

Ma come si svolgeva una giornata di relax in queste spa ante litteram? Si iniziava con un po’ di ginnastica in palestra o all’esterno. Accaldati e sudati, si accedeva ai bagni passando attraverso varie vasche, da quella con l’acqua più tiepida a quella più calda. Da qui si passava al tepidarium, la stanza più grande e solitamente anche più lussuosa dove si rimaneva per un’ora circa ungendosi con oli e unguenti. Lo step successivo era il calidarium, una stanza più piccola che permetteva l’accesso al laconicum, il locale più caldo e secco. Una volta aperti i pori della pelle con il caldo, si passava alla pulizia del corpo e ai massaggi per poi terminare con un bagno nel frigidarium, la piscina, un punto di aggregazione dove si poteva rimanere anche a leggere, a discorrere o a guardare spettacoli.

Insomma, qualcosa di molto simile all’offerta base dei 320 stabilimenti e centri termali che oggi in Italia sono frequentati da poco meno di tre milioni di utenti annui (il 12% dei quali stranieri). La particolare conformazione geologica del nostro territorio fa sì, del resto, che le terme costituiscano un grande patrimonio naturale del Paese, ricco, da Nord a Sud, di acque straordinarie, di fonti terapeutiche, che sgorgano abbondanti, aiutando nella ricerca di equilibrio psico-fisico, di armonia fra mente e corpo, di salute e bellezza. Perché il principio su cui si fonda il benessere derivante dalle cure termali è proprio il mix scientifico di associare in un unicum organismo e psiche.

Ovviamente l’universo terme comprende un’infinita varietà di acque che si distingono a seconda dei principi attivi contenuti. Ogni polla è differente, perché differente è il percorso di risalita dalle viscere della terra che può durare anche centinaia d’anni. La loro catalogazione scientifica avviene attraverso analisi chimico-fisiche, e la certificazione delle proprietà terapeutiche è rilasciata dal Ministero della Salute che spesso riconosce ciò che già tradizioni millenarie avevano sancito, non basandosi però sulla sperimentazione ma su risultati empirirci. Oggi la scienza conferma i benefici apportati, ma sono in corso continui aggiornamenti che Federterme asseconda avvalendosi di un’attivissima Fondazione di ricerca (Forst) che studia e anticipa ogni novità di laboratorio.