di Eva Desiderio

"Solo con le esposizioni e le fiere in presenza il nostro sistema moda può ripartire", racconta Federico Ballandi, fondatore, presidente e direttore creativo di Kontatto, il brand di moda femminile che ha sede a Bologna, al Centergross, e che si sta facendo sempre più spazio nel panorama del fashion pieno di energia. Ballandi è tornato da poco da Mosca dove con Kontatto ha partecipato alla fiera internazionale di moda CPM riportandone un’ottima impressione e capendo che va al più presto ripristinata la presenza del Made in Italy nel mondo. "C’è bisogno di questo rilancio, in Russia coi vaccini sono avanti - spiega - e dunque più tranquilli di noi. Con gli incontri dal vivo coi clienti si ripristinano contatti e buone abitudini commerciali, si scambiano esperienze e si capisce il mercato dell’export. Basta con gli appuntamenti su Zoom o le sfilate virtuali. C’è bisogno di presenza e di rapporto umano".

Da Mosca ha riportato una gran voglia di fare?

"Quella non manca mai, ma certo il successo che abbiamo riportato dopo la partecipazione alla fiera di Mosca ci spinge a fare meglio e di più. Perchè si conferma che il Made in Italy non è solo lusso. E se non ci diamo da fare, se non valutiamo che il Made in Italy è il nostro valore aggiunto, rischiamo di sparire. Non siamo più al 2000 quando siamo stati invasi anche in Italia dalle catene straniere a prezzi stracciati. Ora abbiamo imparato molto bene a calibrare qualità e giusto prezzo, accessibilità di prodotto e valore di materia e manufatti. Noi di Kontatto ci siamo sempre distinti per il prodotto e la ricerca che sta dietro ogni capo. Per questo non possiamo smettere di fare gli esploratori del mondo del fashion".

Come si ritorna ai fatturati pre Covid?

"Muovendosi, bandendo la sedentarietà, per rimanere sul mercato abbiamo l’arma della volontà. E questa esperienza a Mosca è stata la cartina di tornasole di come le cose adesso possano cambiare".

La vostra prerogativa continuerà a essere quella di sviluppare tante collezioni?

"E con ritmi sempre più ravvicinati. La moda democratica che rappresentiamo va difesa, dobbiamo riconquistare anche le fiere di Parigi, quelle italiane, muoverci nel mondo con la stessa passione. Sviluppare le proposte all’ultimo momento è la nostra migliore prerogativa, quella che tutti i nostri clienti apprezzano. I contratti coi grandi gruppi russi sono tornati, per questo non dobbiamo rimanere fermi".

Il segreto di Kontatto in questi mesi difficili?

"Aver coccolato i nostri clienti dei multibrand, tutti, dando loro tranquillità con prodotti freschi per ripartire. Non possiamo perdere il mercato domestico. Dunque sempre più collezioni flash. Per la primavera-estate 2021 abbiamo già consegnato 150.000 capi con la capsule Summer... e per questo siamo contenti”.

Ci sono altre novità?

"Sempre. Presentiamo ora un’intera collezione di costumi da bagno, di copricostumi anche fatti di rete di maglia che è nelle nostre corde. Partiremo subito dopo Pasqua. Volevamo fare anche un’altra sfilata a Bologna, per ora è sospesa ma non mi scoraggio perchè gli eventi dal vivo torneranno e sono tanto utili per i rapporti coi clienti, per la comunicazione e l’immagine dell’azienda. Stiamo potenziando anche il total look con gli accessori, le cinture con la K piacciono moltissimo. E la maglieria ci ha ripagato di tanti periodi bui".

Un messaggio da affidare a colleghi imprenditori per migliorare le vendite?

"Andiamo avanti sicuri della nostra bravura. Non abbiamo bisogno delle catene straniere per prodotti democratici. Noi li sappiamo fare più belli e di qualità di loro. Siamo maestri nel rapporto qualitàprezzo. Le nostre maglie sono benedette! L’eccellenza del Made in Italy si deve coalizzare, deve andare nel mondo".