"Aurora è entrata nel secondo anno dei suoi prossimi cento, che a mio parere è ben diverso dai 102", una frase che senza ombra di dubbio suggerisce l’atteggiamento con cui Cesare Verona (nella foto), presidente dell’azienda di famiglia, lui è la quarta generazione, con sede a Torino e specializzata, dunque da oltre un secolo, in strumenti di scrittura. Oltre a essere un marchio tutto italiano, Verona è al timone di una realtà il cui savoir-faire e il cui prodotto sembrerebbero stridere con i tempi di oggi. "Non smettete di chiedermi come facciamo in Aurora, lasciando intendere che non ce la faremo, perché più me lo chiedete e più a noi le cose vanno bene. Continuiamo a vendere le nostre stilografiche, la gente le vuole, e mai come in questo ultimo anno". Chapeau! "In oltre 100 anni di storia hai visto tanti momenti difficili: nel 2020, l’anno della pandemia, abbiamo chiuso il miglior bilancio da quando faccio l’imprenditore, dimostrando che non solo non ci spaventa il digitale, ma di essere resiliente anche a tutte quelle che sono le difficoltà dei mercati", sottolinea. Il segreto è semplice: Aurora non ha mai smesso di inseguire quel concetto di bellezza insito in ogni penna stilografica che produce. Aurora non scende mai a compromessi con la qualità, migliora e rende più efficiente la propria macchina produttiva, ricercando sempre soluzioni innovative. "Noi - spiega – continuiamo a vendere penne stilografiche per una doppia ragione: intanto perché è provato che chi prende appunti a mano memorizza molto più facilmente rispetto a chi batte su una tastiera, e quindi la gente non solo compra una penna perché è un bell’oggetto ma ne ha scoperto le caratteristiche. La seconda è che durante la pandemia la gente ha avuto più tempo da dedicare a sé e magari ha ritrovato una vecchia stilografica e ha rivissuto certe emozioni, capendo che alcune poco si conciliano con il mondo digitale". La conferma Aurora l’ha avuta anche dall’aumento del successo dei concorsi letterari che sponsorizza: quest’anno hanno avuto il doppio dei partecipanti."Rispetto a cento anni fa la penna stilografica ha un impiego decisamente più limitato, ma questo non vuol dire che abbia perso il suo fascino. È un elemento per distinguersi, un oggetto carico di significati, un’idea regalo ad esempio per la laurea, a suggellare l’ingresso nel mondo del lavoro". L’età media del consumatore si è abbassata: dai 6065 anni di un po’ di tempo fa si è passati ai 4045 di oggi, un segnale di come quest’epoca spesso valorizzi le eredità del passato che meritano di non essere dimenticate.

Amelia Zacco