Orazio Gentileschi, particolare della “Circoncisione” con Artemisia nelle vesti  di Santa
Orazio Gentileschi, particolare della “Circoncisione” con Artemisia nelle vesti di Santa

Fabriano, 5 agosto 2019 - «Dove posso trovare materiale sul ritratto di Artemisia Gentileschi giovinetta che il padre ha dipinto nella sua Circoncisione?». Dava il particolare per scontato, la giovane ricercatrice marchigiana (di Sassoferrato), Lucia Panetti, impegnata nell’allestimento della mostra che inaugura venerdì prossimo nelle sale della Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano (Ancona). Ma... «Non era così...», sorride Anna Maria Ambrosini Massari, con Alessandro Delpriori curatrice della rassegna che riunisce le opere che Orazio Gentileschi realizzò nelle Marche, ad Ancona fra il 1606 e il 1607 e a Fabriano fra il 1613 e il 1619. 
«Nell’angolo in alto a sinistra della grande tela destinata all’altare maggiore della Chiesa del Gesù di Ancona realizzata dal maestro toscano fra il 1605 e il 1607 appaiono tre angeli ma, a ben guardare, uno di loro non ha le ali, e sta qui la grande novità - anticipa Anna Maria Ambrosini Massari -. In realtà la figura femminile dal volto paffuto non è un angelo, ma Santa Cecilia con le sembianze della figlia allora quattordicenne di Orazio, Artemisia, l’unico personaggio della scena che abbia lo sguardo rivolto verso lo spettatore», riprende la curatrice.
«Questa attribuzione colma in qualche modo una lacuna – sorride la studiosa – . Ancora molto si discute se Artemisia sia o meno passata dalle Marche: bene, adesso possiamo dire che anche lei, grandissima pittrice proprio come il padre, in questa regione appare, almeno in ritratto».

«Questa mostra nasce da un progetto sedimentato nel tempo e profondamente radicato al territorio. La volontà? Non isolare il grande pittore in un’occasione celebrativa, ma potenziare la comprensione dei quei momenti con la conoscenza dei contesti, seguire un racconto compiuto che dalle opere passa alla vita e ritorno, rinnovando con gli occhi e le conoscenze dell’oggi il senso di una storia che ci appartiene» sottolinea Anna Maria Ambrosini Massari.
Orazio Gentileschi è un artista che ha goduto di diverse e importanti occasioni di studio e esposizioni internazionali: in Italia e la più recente proprio nelle Marche, a Urbino nel 2016. «Ma mai una mostra sul pittore pisano si era potuta realizzare a Fabriano, nei luoghi per cui ha effettivamente lavorato, dove ha soggiornato e intessuto rapporti, dove ha respirato un’aria tersa di Appennino che si è insinuata lievemente nei suoi lavori, basti osservare la differente densità di atmosfera, di cielo, di dolce sfondo di paesaggio, che distingue il rametto con San Cristoforo, situato a metà del secondo decennio, nel vivo del periodo marchigiano, da quello con David che contempla la testa di Golia, entrambi di Berlino, Gemäldegalerie», conclude la curatrice. 

Esposti con la Circoncisione capolavori del calibro della Vergine del Rosario, la Visione di Santa Francesca Romana, la Maddalena. Opere del Gentileschi poste a confronto con un gruppo di artisti seicenteschi, tra cui un caravaggesco marchigiano, Giovanni Francesco Guerrieri, e altri grandi protagonisti del tempo come Guido Cagnacci, Simon Vouet, Valentin de Boulogne, Alessandro Turchi, Giovanni Baglione. Il percorso prevede anche brevi trasferte fino alla Cattedrale di San Venanzio, dov’è custodita la Crocefissione e alla Chiesa di San Benedetto: contesti ricchissimi che costituiscono parte integrante del progetto espositivo e che riflettono, a gradazioni diverse, la conversione caravaggesca dell’artista. 

Un tema focale, quest’ultimo: a Fabriano vengono per la prima volta analizzati in modo approfondito i termini della presenza di Orazio Gentileschi nelle Marche, terra dove Caravaggio (Milano, 1571 - Porto Ercole, 1610) è grande assente in quanto a opere, seppur documentate, ma è viceversa presentissimo nel lascito di Gentileschi e compagni. 
Oltre all’identificazione del volto di Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 - Napoli, 1654) nella Circoncisione di Ancona, la rassegna fornisce l’occasione per ammirare il Risposo durante la fuga in Egitto, olio su tela di un collezionista privato, opera altrimenti “invisivile”.

Per la visita
La luce e i silenzi Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento
Sede
Pinacoteca Civica Bruno Molajoli, Fabriano (Ancona), dal 2 agosto all’8 dicembre; a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori
Orari
Dalle 10 alle 13 e 14,30-19,30
Biglietto
Intero: 5 €
Info & prenotazioni
Tel 0732 250658 , sito
www.pinacotecafabriano.it