Una scena del film - Foto: Global Road Entertainment/Automatik Entertainment
Una scena del film - Foto: Global Road Entertainment/Automatik Entertainment
Giovedì 20 giugno esce nelle sale cinematografiche italiane il film agrodolce 'Arrivederci professore', con Johnny Depp nei panni di un docente che scopre di avere pochi mesi di vita e che di conseguenza ribalta completamente il suo comportamento e, anche, il suo modo di insegnare. Il pubblico internazionale l'ha gradito, la critica invece no.

ARRIVEDERCI PROFESSORE, IL FILM
'Arrivederci professore' è il secondo film per il regista e sceneggiatore Wayne Roberts, dopo l'esordio del 2016 intitolato 'Katie Says Goodbye' (storia di una diciassettenne di provincia che si dà alla prostituzione per finanziare il sogno di trasferirsi a San Francisco).

Nel cast, accanto al protagonista Johnny Depp, troviamo Rosemarie DeWitt, Odessa Young, Danny Huston e Zoey Deutch.

LA TRAMA
Un professore universitario di mezz'età scopre di avere un cancro allo stadio terminale e che gli restano pochi mesi prima di morire: decide di godersi appieno ogni istante, in particolare iniziando una personale crociata contro le ipocrisie della sua vita.

Inizia così ad affrontare a testa bassa una relazione sentimentale complicata e una professione divenuta nel tempo poco soddisfacente. Una rivoluzione che toccherà profondamente coloro che gli stanno attorno.

IL TRAILER


COM'È 'ARRIVEDERCI PROFESSORE', LE RECENSIONI
In media gli spettatori statunitensi hanno gradito il film, soprattutto nella parte in cui ricorda 'L'attimo fuggente' e cioè nell'invito a vivere pienamente e a non farsi ingabbiare da strutture precostituite, spesso veicolate dall'autorità.

Diverso il giudizio della critica, che è stato piuttosto negativo. Spulciando quanto scritto oltreoceano emergono un paio di costanti: la prima è che la sceneggiatura non riesce a essere davvero profonda e si limita a una morale che certo è condivisibile, ma che suona un po' retorica perché presentata senza sostanza e con scarso realismo.

La seconda obiezione che troviamo spesso riguarda Johnny Depp: su di lui pesa la maggior parte del film e questo non è mai un bene, perché un attore da solo non può fare miracoli. Pur riconoscendo che il suo era un compito impossibile, molti giornalisti hanno comunque sottolineato che non ha dato il meglio di sé.

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