Un insetto impollinatore al lavoro (Foto: Paul Tavener / Alamy)
Un insetto impollinatore al lavoro (Foto: Paul Tavener / Alamy)
La sopravvivenza di moltissime piante è strettamente legata allo stato di salute degli insetti impollinatori, che con il loro viavai trasportano il polline favorendo la crescita di fiori e frutti. Il declino di api e bombi, imputabile tra gli altri fattori al cambiamento climatico, costituisce quindi un rischio per la biodiversità vegetale ed è forte motivo di preoccupazione nella comunità scientifica. Se da un lato è prioritario studiare contromisure per la salvaguardia degli insetti, dall'altro c'è chi pensa anche a soluzioni alternative: è il caso di Eijiro Miyako, un chimico che ha inventato uno speciale gel da impiegare in ambito robotico. In sostanza, per costruire piccoli robot impollinatori che in futuro potrebbero alleggerire il lavoro delle api.

INTUIZIONE RECENTE
Nel 2007 Miyako aveva creato un gel denso e viscoso, capace di condurre elettricità. L'idea era di usarlo in ambito elettronico, per esempio nello sviluppo delle batterie, ma il progetto è finito presto nel dimenticatoio. In tempi più recenti è arrivata però la nuova intuizione: impiegare la sostanza come se fosse una colla, in modo da consentire a un drone di prelevare il polline da una pianta e trasportarlo altrove. Tale strategia è stata descritta in questi giorni sulla rivista Chem.

PERCHÉ FUNZIONA
Semplificando il concetto, la capacità del gel di condurre elettricità imita quel che accade già in natura. Api e bombi tendono ad avere una carica positiva, mentre i fiori e il loro polline sono portatori di carica negativa. L'attrazione che ne deriva garantisce quindi l'aggancio del 'bagaglio', nonché un trasporto sicuro durante il viaggio.

TEST E PROSPETTIVE
Il team guidato da Miyako ha applicato con successo la sostanza su dei droni controllati da remoto, ma al tempo stesso ha fatto anche dei test su insetti veri e propri, verificando che il gel consente a questi ultimi di attrarre più polline. I risultati preliminari stanno spingendo gli scienziati a cercare nuovi partner, con cui lavorare allo sviluppo di robot o creature ibride che siano di supporto questo importantissimo processo naturale.

LIMITI
Per quanto brillante, il piano presenta tuttavia dei punti critici. Su PopSci il biologo Dave Goulson ha infatti espresso qualche perplessità, spiegando che sarebbe troppo costoso sostituire migliaia di insetti con altrettanti mini robot. L'attenzione, continua Goulson, deve spostarsi sulla preservazione degli impollinatori e dei loro habitat, una strada che passa necessariamente dalla creazione di aree protette e dalla riduzione dei pesticidi usati in agricoltura.