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29 mag 2022

Antonio Banderas Dalla Spagna a Hollywood

29 mag 2022

di Damiano Panattoni

Venerdì scorso su queste pagine vi avevamo parlato di Nicole Kidman, dell’Australia e di Rabbit Hole, così stavolta abbiamo cambiato continente tornando in Europa per parlarvi di un attore spesso sottovalutato: José Antonio Domínguez Banderas in arte Antonio, nato a Malaga nel 1960 e uno degli interpreti più intelligenti, preparati e versatili degli ultimi anni. È stato un magnifico Zorro nel 1998 – dopo essere stato comprimario in una sequela di titoli, come Philadelphia, Intervista col Vampiro, Four Rooms, La Casa degli Spiriti –, è stato scoperto da Robert Rodriguez (che gli ha regalato il primo ruolo da protagonista in Desperado) ed è poi letteralmente esploso agli inizi del 2000, uscendo al cinema con almeno due film l’anno: Spy Kids, Frida, Femme Fatale di Brian De Palma. Ha alternato successi inaspettati (C’era una volta in Messico dell’amico Rodriguez) a flop (Original Sin con Angelina Jolie, per citarne uno), spostando poi la carriera verso firme autorevoli che, fino ad allora, non lo avevano considerato.

Così, eccolo diretto da Woody Allen, da Steven Soderbergh, Jean Jacques-Annaud e soprattutto da Pedro Almodóvar, con cui ha iniziato il sodalizio nel 2011 con La Pelle che Abito. Un rapporto andato avanti negli anni, coronato con la candidatura agli Oscar ricevuta per il meraviglioso ruolo in Dolor y Gloria. Ma, tra le tante pellicole con Antonio Banderas ce ne sono diverse che meritano una seconda visione e che spesso non vengono citate. Un esempio? Altamira, diretto dal regista di Momenti di Gloria, Hugh Hudson. Il film - che potete vedere gratis in streaming su CHILI inquadrando il QR qui sotto - ci porta nella Spagna del 1879 e racconta la vita di Marcelino Sanz de Sautuola, ovvero l’uomo che, insieme alla figlia Maria, ha scoperto i più antichi dipinti rupestri esistenti, situati nella Grotta di Altamira sulle vette rocciose di Santander. Una scoperta rivoluzionaria che, però, scosse tanto la comunità scientifica – che accusò Marcelino di frode – quanto la Chiesa, turbata da quella scoperta che avrebbe potuto minacciare le scritture della Bibbia.

In Altamira, dove spicca anche un altro fuoriclasse sottovalutato come Rupert Everett, è interessante seguire la vicenda attraverso lo sguardo protagonista della bambina (Allegra Allen) che, tra scienza e fede, perde di vista certezze e riferimenti, ed è interessante (ri)scoprire una storia poco nota. Una storia che, pur appartenendo a due Secoli fa, ci riporta all’infinito scontro tra la menzogna e la verità: un conflitto che non fa sconti, e di cui Marcelino è stato diretto testimone. Vedetelo, ne vale la pena.

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