Le anfore individuate a 92 metri di profondità a Isola delle Femmine (Palermo)
Le anfore individuate a 92 metri di profondità a Isola delle Femmine (Palermo)

Un anno dopo la scoperta al largo di Ustica di una nave del II-I secolo a.C. che trasportava un numero cospicuo di anfore, il mare di fronte a Palermo riserva altre sorprese: un relitto romano del II secolo a.C., giacente a 92 metri di profondità nelle acque antistanti a Isola delle Femmine, è stato individuato durante una ricognizione effettuata dal personale della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana a bordo della nave oceanografica Calypso South dell’Arpa Sicilia.

È stato un Rov, un robot guidato da remoto, a cogliere le immagini del relitto, e del suo carico di anfore, molto probabilmente di tipo vinario, della tipologia Dressel 1 A, ovvero classificate da Heinrich Dressel, archeologo tedesco che visse a cavallo tra l‘Ottocento e il Novecento, le più diffuse in età repubblicana e testimoni della sempre più crescente importanza che assumeva il mar Mediterraneo per il commercio del vino italico.

"In Sicilia – ha scritto Sebastiano Tusa, archoelogo siciliano morto in un incidente aereo nel 2019, nel volume Primo Mediterraneo (Edizioni di storia e studi sociali) – è accertata, fin dall‘epoca protostorica, la produzione di vino, ma è con l‘affermarsi di Roma sulla scena politica ed economica mediterranea che il commercio del vino diventa una delle attività più lucrose e diffuse per gl‘imprenditori dell‘epoca".