Anna Foglietta (42 anni) in una scena della serie “Alfredino” da oggi su Sky
Anna Foglietta (42 anni) in una scena della serie “Alfredino” da oggi su Sky
di Beatrice Bertuccioli Nella campagna vicino a Roma, a Vermicino, un pozzo artesiano profondo 36 metri è stato lasciato scoperto. Un bambino, Alfredo Rampi, 6 anni, vi finisce dentro. Per oltre tre giorni 28 milioni di italiani seguono in diretta tv i tentativi di salvarlo, che risultano vani. Quella tragedia rimane nella memoria del Paese. Era il giugno di quarant’anni fa. Alfredino - Una storia italiana è la serie in 4 episodi che ricostruisce quel dramma ma anche la successiva creazione del ministero della Protezione Civile e del “Centro...

di Beatrice Bertuccioli

Nella campagna vicino a Roma, a Vermicino, un pozzo artesiano profondo 36 metri è stato lasciato scoperto. Un bambino, Alfredo Rampi, 6 anni, vi finisce dentro. Per oltre tre giorni 28 milioni di italiani seguono in diretta tv i tentativi di salvarlo, che risultano vani. Quella tragedia rimane nella memoria del Paese. Era il giugno di quarant’anni fa. Alfredino - Una storia italiana è la serie in 4 episodi che ricostruisce quel dramma ma anche la successiva creazione del ministero della Protezione Civile e del “Centro Alfredo Rampi”. Con la regia di Marco Pontecorvo e Anna Foglietta nel ruolo di Franca Rampi, va in onda oggi e il 28 giugno su Sky Cinema e in streaming su Now.

Come affrontare una storia così dolorosa, nella memoria collettiva?

Pontecorvo: "Era importante mantenere una rotta precisa, evitando sia il melodramma sia il pietismo da tv del dolore, per un discorso etico di rispetto nei confronti di chi ha vissuto quella storia".

Foglietta: "Abbiamo trattato questo film come un figlio, perché parliamo di un bambino che è stato un figlio di tutti. Non ho conosciuto la signora Franca Rampi, per rispettare la sua volontà, ma credo che mi abbia sempre tenuta per mano. È una donna che stimo infinitamente per la dignità con cui ha vissuto il suo dolore, con estremo pudore e riservatezza, mentre oggi si fa esattamente l’opposto".

Neanche lei, Pontecorvo, ha incontrato la signora Rampi?

Pontecorvo: "Io ho incontrato i responsabili del “Centro Alfredo Rampi”, ma, a differenza di Anna, che non ha mai nemmeno voluto vedere i filmati, ho letto tutti i libri su questa storia e visto tanto materiale, soprattutto dalle Teche Rai, per cercare di capire chi fosse questa donna che si è fatta da parte per lasciare spazio ai soccorsi, senza mostrare il suo dolore".

Eppure ci fu chi la criticò.

Foglietta: "Le donne hanno sempre avuto come nemiche le donne, pronte a giudicare comportamenti inaspettati. Quando la signora Franca ha avuto un crollo, una psicologa le ha dato un gelato per aiutarla a riprendersi. E allora tutti a dire: guarda, il figlio sta morendo e lei mangia un gelato. Tanti hanno provato empatia ma tanti hanno compiuto un atto di sciacallaggio emotivo enorme. Sono felice che il film restituisca quella verità che gli italiani non avevano avuto modo di conoscere".

Perché ora, quarant’anni dopo, raccontare questa tragedia?

Foglietta: "Per raccontare anche quanto di positivo ne scaturì, la creazione del “Centro Alfredo Rampi per la Protezione Civile”, voluto da Franca Rampi. Lei riferì anche al presidente Pertini gli errori che erano stati commessi, la mancanza di coordinamento, e pochi giorni dopo la tragedia, il Capo dello Stato le comunicò la creazione del ministero della Protezione Civile".