di Chiara Pozzati Un dedalo di parole e pensieri che saziano anima e sguardo. Un viaggio metafisico dà il via all’anno della cultura per Parma, che si scrolla di dosso la pandemia per (ri)sentirsi Capitale. Così la cittadina emiliana si schiude e brilla nel suggestivo Labirinto della Masone di Fontanellato. Umberto Eco, Franco Maria Ricci. Labirinti. Storia di un segno apre ufficialmente Parma capitale della cultura 2020+21. L’architettura del dubbio per eccellenza, dove ogni bivio invoca la...

di Chiara Pozzati

Un dedalo di parole e pensieri che saziano anima e sguardo. Un viaggio metafisico dà il via all’anno della cultura per Parma, che si scrolla di dosso la pandemia per (ri)sentirsi Capitale. Così la cittadina emiliana si schiude e brilla nel suggestivo Labirinto della Masone di Fontanellato. Umberto Eco, Franco Maria Ricci. Labirinti. Storia di un segno apre ufficialmente Parma capitale della cultura 2020+21. L’architettura del dubbio per eccellenza, dove ogni bivio invoca la scelta, avvolge il visitatore fin dalla prima sala.

Ed è proprio Eco, con le sue riflessioni autentiche, ad accompagnarti in un gioco di specchi che riflette e ti riflette. "La differenza tra vita e labirinto è che nella vita non sei entrato per decisione tua, bensì sei stato gettato e non sai cosa ti attende all’uscita e se ci sia un’uscita" campeggia sulla prima installazione luminosa che strizza l’occhio alla serie di specchi.

Ma sono 4 le sale che rapiscono: nella seconda sono le opere d’arte vere e proprie a sussurrare la storia dei labirinti, tra animazioni multimediali e immagini che danzano senza sosta. Nella terza fanno capolino dipinti affascinanti e misteriosi, come il cinquecentesco Ritratto di Bartolomeo Prati di Girolamo Mazzola Bedoli, e diverse opere a stampa e miniate dal Rinascimento a oggi. Nella quarta e ultima sala, una selezione delle opere del contemporaneo Giovanni Soccol ti conduce "nell’ultimo stadio dell’infinito – chiosa l’artista – quello del labirinto della natura. In sostanza siamo persi".

La mostra è realizzata con il patrocinio di ministero, Regione Emilia-Romagna, Comuni di Fontanellato e quello di Parma.

D’obbligo la passeggiata nel labirinto naturale di bambù, orgoglio di Ricci, ispirazione per molti. Ma ieri ha preso il via il fitto e denso palinsesto scandito da arte, bellezza, creatività e chicche anche in pieno centro. Come per esempio la tanto attesa riapertura della Camera di San Paolo, nota anche come Camera della Badessa, affrescata dal Correggio. Immagini di cacce e foreste, di labirinti e voli, di morti simboliche e rinascite che danno vita a miti e letteratura.

La città a misura d’uomo, ha tutta l’intenzione di mostrare i suoi tanti volti. La Parma innovativa, dove tecnologia e arte si fondono, e quella rinascimentale e barocca, la borbonica e l’illuminista, la rivoluzionaria e l’asburgica, la Parma contadina e la Parma imprenditrice, quella verdiana e quella profonda, delle tradizioni popolari.

Il viaggio è iniziato.