La Doc Terre di Pisa è una Denominazione molto recente, pur avendo il territorio una storia enologica di lunga data. Il motivo principale della sua istituzione, va ricercato nel desiderio dei produttori di un vasto areale, che dal mare va verso le colline, di sottrarsi dalla omologazione della DOCG Chianti e di rilanciare l’immagine del loro vino sotto l’indicazione prestigiosa della città di Pisa. Le prime attestazioni della fama dei suoi vini risalgono al 1883 come dimostrano le esportazioni di vino da parte di aziende prestigiose quali ad esempio la Barone Ricasoli. Qualche anno dopo viene organizzata la prima fiera campionaria a Pisa di vini ed oli pisani, forse la più antica del genere in Italia. A dimostrazione di quanto già fosse sviluppata l’attività enologica in provincia di Pisa, Sirio Martini, nel libro “I Pregiudizi nella coltivazione della vite in Toscana” del 1897, scrive: “(...) una delle cause principali dell’inferiorità dei nostri vini è quella di non saper troppo bene adattare il vitigno alle varie condizioni. Anche il mercato ha le sue esigenze e deve sempre riconoscersi come il grande regolatore della produzione”. Con la ricostruzione post fillosserica nel 1935, nei vivai del Consorzio Provinciale per la viticoltura di Pisa, si attuano iniziative, come le definisce la stampa di allora “per cultura della vite in campo educativo, morale e commerciale, attraverso corsi per educare maestranze specializzate nelle pratiche vinicole, specialmente nell’innesto; studio dei vitigni americani che meglio si adattano ai vari terreni della Provincia”. La Denominazione di Origine Controllata “Terre di Pisa” rosso risale al 2011 ma importanti modifiche sono state apportate nel 2014. Essa è riservata al vino ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale dai vitigni Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah da soli o congiuntamente, (minimo 70%). I vini a Denominazione di Origine Controllata “Terre di Pisa” non possono essere immessi al consumo se non dopo un periodo di invecchiamento di almeno 16 mesi a partire dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui almeno 12 mesi in recipienti di legno o altro materiale e 4 mesi di affinamento in bottiglia. È una formulazione varietale molto moderna che consente al produttore di adattare il contributo organolettico dei vari vitigni alle condizioni del suo terroir. La Denominazione di Origine Controllata “Terre di Pisa” Sangiovese è riservata invece al vino ottenuto dalle uve di Sangiovese, (minimo 95 %) provenienti dai vigneti aziendali. L’area interessata dalla DOC comprende i territori vitivinicoli dei comuni di Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Fauglia, Lajatico, Lari, Lorenzana, Montopoli V.A., Orciano Pisano, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, San Miniato, Santa Luce e Terricciola le cui condizioni climatiche mitigate dall’influsso della costa tirrenica soprattutto nei comuni più occidentali favoriscono, con la loro mitezza, un equilibrato sviluppo vegetativo e un’ottima fioritura e allegagione della vite. Le temperature oscillano infatti intorno ai 15 gradi, con una media nel periodo invernale di + 6 °, e nel periodo estivo di + 24°: La piovosità media totale annua non supera i 780 mm, con precipitazioni concentrate nei mesi autunno/invernali (circa il 60% delle piogge) ed il restante in primavera/estate (circa il 30% in primavera ed il 10% in estate). Morfologicamente la zona è caratterizzata da rilievi collinari dolci di non elevata altitudine, con punte massime di altezza di 400 metri slm. con una media prevalente dell’altitudine di 250 metri slm. Dal punto di vista geologico la zona mostra caratteri molto eterogenei, con prevalenza di formazioni calcaree ed argillo/scistose. I suoli sono in prevalenza a tessitura franco-argillosa e franco-limosa, derivati dalle formazioni calcaree e la loro profondità è generalmente media. Si riscontrano anche terreni originatisi da sabbie e argille del Pliocene-Pleistocene, soprattutto verso il mare.