Il quinto giorno lasciamo Felitto per proseguire il nostro cammino alla volta di Aquara, città del vino. Uscendo dal centro storico, passiamo nei pressi del secondo ponte, per godere di una suggestiva vista: compiendo una breve deviazione dal sentiero principale, decidiamo di salutare da qui Felitto, ormai alle nostre spalle. Anche oggi il contatto con la natura cilentana e il panorama di paesaggi incontaminati ci accompagnano costanti lungo il nostro cammino, che prosegue visitando Castel San Lorenzo e poi, più speditamente, lungo la riva del fiume Calore. Sulle sue acque, prima di imboccare la ripida salita verso Aquara, è d'obbligo una sosta rinfrescante sulla pietra di San Lucido: un enorme masso calcareo molto caro agli aquaresi sin da quando, così racconta la leggenda, il Santo Patrono veniva a raccogliersi in preghiera proprio in questo luogo. Il lento scorrere del fiume e i raggi di un sole tiepido regalano alla nostra sosta un momento di indimenticabile quiete.

Dalla sponda del fiume al paese ci separano ancora tre chilometri di salita, lungo la quale passiamo vicino al convento benedettino di San Pietro Apostolo che, si narra, venne qui a pregare durante il suo cammino diretto verso Roma. La salita prosegue passando nei pressi della chiesetta della Madonna del Piano, fino a condurci finalmente nel centro di Aquara. Nota da secoli per le numerose fonti d’acqua, da alcuni anni ha ottenuto anche il riconoscimento di città del vino: in pochi sanno infatti che qui è presente l’estensione vinicola più ampia della Provincia di Salerno.