NON CAPITA SEMPRE e a tutti di essere presi come modello internazionale per il contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici e la promozione di processi innovativi di transizione ambientale, innovazione culturale e sociale. È quel che è successo a Venezia finita al centro della ribalta internazionale con il lancio, all’inizio di ottobre con l’inaugurazione dell’Expo di Dubai, della sua candidatura a Capitale mondiale della sostenibilità, con la consapevolezza che se si salva Venezia, tutte le altre città del mondo a rischio potranno essere tutelate. A 1600 anni dalla sua fondazione, Venezia è...

NON CAPITA SEMPRE e a tutti di essere presi come modello internazionale per il contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici e la promozione di processi innovativi di transizione ambientale, innovazione culturale e sociale. È quel che è successo a Venezia finita al centro della ribalta internazionale con il lancio, all’inizio di ottobre con l’inaugurazione dell’Expo di Dubai, della sua candidatura a Capitale mondiale della sostenibilità, con la consapevolezza che se si salva Venezia, tutte le altre città del mondo a rischio potranno essere tutelate. A 1600 anni dalla sua fondazione, Venezia è stata proposta come un laboratorio internazionale di sperimentazione e innovazione sociale dove transizione energetica, gestione dei flussi turistici, difesa della residenzialità, rigenerazione educativa e resilienza culturale si intersecano per affrontare la vera sfida del mondo contemporaneo: il contrasto ai cambiamenti climatici, di cui il capoluogo lagunare rappresenta l’emblema.

All’esposizione universale di Dubai sono state presentate le azioni concrete per lo sviluppo sostenibile di Venezia in vari ambiti di azione. Nell’ambito dei criteri Esg di sostenibilità ambientale e transizione energetica l’avvio di un polo di idrogeno ed energie alternative a Marghera e del progetto VeniSIA, un centro di innovazione e accelerazione di startup, oltre alla manutenzione e difesa dell’ecosistema lagunare, la tutela della biodiversità e la promozione della bio-agricoltura. Le azioni concrete comprendono anche formazione e Centri di ricerca per favorire il rilancio dell’offerta accademica e lo sviluppo di corsi di formazione sui temi della sostenibilità. Infine, non ultimo per importanza, il turismo sostenibile con il lancio di una piattaforma digitale per gestire i flussi, l’avvio di un piano per il commercio e residenzialità e azioni per favorire l’inclusione sociale.

Nel solco della collaborazione e degli scambi culturali tra Occidente e Oriente, è stata inoltre annunciata all’Expo di Dubai la realizzazione, nel 2022 a Ca’ Foscari, di una Esposizione dedicata a Venezia e alla città cinese di Suzhou, entrambe città d’acqua e da diversi anni gemellate. L’esposizione sarà uno degli appuntamenti dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina 2022. Ma all’esposizione universale non poteva non essere posto l’accento anche sull’opera ingegneristica del Mose, che ha subito ritardi nella sua realizzazione ma verrà completato tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Un’infrastruttura che può diventare non solo il simbolo della difesa dell’ecosistema della Laguna di Venezia ma lo strumento di tutela di altri patrimoni dell’umanità. Un sistema complesso di infrastrutture, completamente progettate e realizzate in Italia che, grazie alla tecnica e alla scienza riesce a proteggere la città di Venezia, unica al mondo, da onde imponenti. Un modello allo stesso tempo flessibile, che si fonda sul principio del rapporto aria - acqua, e che potrebbe essere esportato in altre aree geografiche a rischio inondazioni.

Achille Perego