Venerdì 19 Luglio 2024

Kiev, l’orrore: “I russi tagliano la gola ai prigionieri dopo l’interrogatorio”

Lo denuncia l’intelligence ucraina sulla base di alcune intercettazioni. Nei giorni scorsi Prigozhin aveva ordinato a i suoi Wagner “di non fare prigionieri”

Kiev, 27 aprile 2023 - I prigionieri ucraini sgozzati dopo l'interrogatorio, è la tremenda accusa del Sbu, il servizio segreto di Kiev, mossa contro le violenze dell'esercito russo. La guerra in Ucraina ha definitivamente perso ogni barlume di umanità, se mai ne avesse avuto uno dopo la strage di civili a Bucha, pochi mesi dopo l'inizio del conflitto. E le accuse non sono solo contro i russi, se è vero che Yevgeny Prigozhin è andato su tutte le furie dopo aver ascoltato intercettazioni di soldati ucraini che si vantavano di non catturare vivo neanche un mercenario della sua Wagner. La reazione di Prigozhin è stata altrettanto spietata: "Non fate prigionieri, uccideteli tutti", ha ordinato ai suoi mercenari.

Un soldato ucraino della 57esima Brigata a Bakhmut
Un soldato ucraino della 57esima Brigata a Bakhmut

Mosca si prepara alla controffensiva di Kiev: 800 chilometri di linea difensiva

"Sgozziamo i prigionieri dopo l'interrogatorio"

Lascia senza parole quanto afferma di aver scoperto il servizio di sicurezza dell'Ucraina: le forze di occupazione uccidono i prigionieri di guerra, dopo averli sottoposti a brutali gli interrogatori. La prova sarebbe in un audio di una conversazione fra militari di Mosca. Nella registrazione ottenuta dallo Sbu, un soldato russo descrive a un conoscente come ha tagliato la gola a un prigioniero ucraino. "I prigionieri di guerra non ha senso per noi tenerli. Una volta ottenute da loro tutte le informazioni, devono essere eliminati". Gli 007 hanno già individuato l''orco' (Così chiamano i russi, ndr), dove prestava servizio, con chi parlava, quindi ne ha rivelato l’identità: si chiama Suchko Yevhen Yuriyovych, nato nel 1995 nella regione russa di Novgorod. Ha prestato servizio al fronte nell'autunno del 2022, nella regione di Kharkiv. Kiev ha fatto sapere che farà di tutto "per garantire che Suchko e ogni criminale di guerra della Federazione Russa ricevano la meritata punizione per le loro atrocità". In Ucraina dall'inizio della guerra sono stati aperti "oltre 35.000 procedimenti penali per violazioni delle leggi e dei costumi di guerra".

Da Bucha a Bakhmut, una lunga scia di sangue

L'Operazione speciale russa in Ucraina è stata macchiata da diversi casi di violenze sui civili. La prima strage degli uomini di Putin è stata registrata a Bucha, dove i parà russi erano giunti dalla Bielorussia, e se ne erano andati uccidendo e stuprando i cittadini per rappresaglia, lasciandoli senza vita in strada o in fosse comune (Trovati oltre 400 morti). Altra città degli orrori fu la vicina Irpin, poi Makariv, Borodyanka, Gostomel, e il villaggio di Viktorivka, nella regione di Chenihiv. Lì i russi si sono fermati per 25 giorni di occupazione, lasciando alla ripartenza dietro di sé corpi di civili con segni di torture, e i pochi vivi rinchiusi in seminterrati senza cibo e cure. Torture sembrano far parte della routine dei soldati di Mosca, visto che ne sono state denunciate un po' ovunque dove l'Armata si è fermata, come a Konotop, nella regione di Sumy, dove alcuni civili sono stati torturati e passati per le armi. Ma anche i deportati, Kiev lo ha denunciato più volte: i civili vengono spostati in Russia, e tra questi ci sono migliaia di bambini, anche non accompagnati. E' il caso di Hostomel, dove mancano all'appello oltre 5 mila persone. Città rase al suolo, dove chi vi ci abita o si nasconde nelle cantine, o rischia di venire deportato o peggio ucciso. Centri famosi come Mariupol, dove la strenua difesa del battaglione Azov ha spinto i russi a reazioni esagerate, che hanno portato alla distruzione dell'abitato. La guerra in Ucraina sembra aver raggiunto un punto di non ritorno, dove la vita non conta più di qualche metro di terra conquistata.