Re Carlo, il cancro e il futuro della monarchia. "L’abdicazione? Non accadrà mai. E solo William può fare il reggente"

Rob Jobson e gli scenari: presto per parlare di sostituzione, il sovrano è in pieno possesso delle sue facoltà. "Impossibile che il potere passi a Camilla. La visita precipitosa di Harry? Può aver infastidito Carlo III"

La notizia della malattia di re Carlo sui giornali inglesi

La notizia della malattia di re Carlo sui giornali inglesi

Londra, 7 febbraio 2024 – Il tabù dell’abdicazione che lo insegue sin dal giorno dell’incoronazione, l’ipotesi della reggenza. Il Regno Unito è in ansia per le sorti di Carlo, ma cosa potrebbe accadere nel caso di un peggioramento sostanziale delle condizioni di salute del re? "Diciamo che per ora non si profilano scenari alternativi – spiega Rob Jobson, royal watcher (osservatore della corona) e biografo reale molto apprezzato – perché il re è ancora in pieno possesso delle sue facoltà di intendere e volere ed è in grado di continuare con le sue mansioni costituzionali. Certo, non potrà occuparsi delle investiture o ricevere ambasciatori per qualche settimana, ma continuerà ad assolvere a tutti i suoi compiti costituzionali".

La notizia della malattia di re Carlo sui giornali inglesi
La notizia della malattia di re Carlo sui giornali inglesi

Ma se dovesse peggiorare, è possibile che abdichi?

"No, questo non lo vedo possibile. Per i Windsor l’abdicazione è quasi una parolaccia, sono rimasti troppo bruciati da re Edoardo VIII (che abdicò per amore di Wallis Simpson nel 1936, ndr), quindi in casi estremi subentrerebbe una reggenza. Ma si parla più che altro nel caso che Carlo dovesse riportare un’infermità mentale, perché, qualora l’infermità fosse solo di tipo fisico, non ci sarebbe bisogno di un reggente".

Si spieghi meglio?

"Se guardiamo alla regina Elisabetta II, lei era parecchio inferma negli ultimi mesi, forse anche anni, della sua vita. Quindi il figlio Carlo la rappresentava nelle mansioni più faticose, come per esempio all’apertura del Parlamento, nelle investiture a palazzo, piuttosto che nella lettura dei documenti di Stato che arrivano al monarca tutti i giorni nella ’red box’, visto che lei ormai non vedeva quasi più. Si può dire che, nel caso di Elisabetta II, Carlo ha fatto sostanzialmente il ’reggente silenzioso’ per diverso tempo, ma questo perché comunque lei ragionava ancora perfettamente. In genere, è solo quando un sovrano non è più in grado di prendere decisioni che si può passare a una reggenza. Come nel caso di re Giorgio III nel 1811, la cui infermità mentale fu certificata. Il potere passò quindi al figlio Giorgio IV".

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Ma in caso di reggenza, il potere potrebbe passare per esempio alla regina Camilla?

"Assolutamente no. Camilla è una regina consorte, non una regina regnante. Non è di sangue reale e non ha alcun potere. Nel caso di morte di re Carlo, Camilla diventerebbe la vedova consorte. Il potere di reggente passerebbe invece al figlio maggiore di Carlo, ovvero il principe William. E Carlo resterebbe re fino alla propria morte".

Ma il Consiglio di Stato a cui Carlo ha di recente aggiunto il fratello minore Edoardo e la sorella Anna cosa fa quindi?

"Nel Consiglio di Stato opera un gruppo di persone che può rappresentare il re nel caso che lui sia fuori dal Paese o impossibilitato per malattia. I componenti ne fanno le veci, ma non diventano reggenti. Non assumono poteri, se non in quel frangente".

Cosa ne pensa della precipitosa visita del principe Harry?

"Conoscendo re Carlo III, credo che la visita di Harry, così repentina, sia stata inaspettata per il re. Non credo che il sovrano avesse così tanta voglia o necessità di vedere il secondogenito così velocemente. Credo che Carlo ora voglia curarsi e riposare. Magari dipingere, leggere un buon libro, senza avere per forza intorno a sé il circo che segue ogni mossa dei duchi di Sussex. Ma da parte di Harry, capisco la necessità di voler essere visto come il figliol prodigo preoccupato per il padre. Ma non so se da questa brutta situazione possa uscire la pace fra i Windsor".