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23 mar 2022

Luttwak: "Putin ha già perso la guerra. L'Italia mandi più armi a Zelensky"

Il politologo: lo zar dovrà ritirarsi perché non ha forze sufficienti e non scatenerà attacchi chimici o nucleari

23 mar 2022
cesare de carlo
Esteri
Marinai russi portano la bara e una foto del capitano Andrei Paly, ucciso dagli ucraini a Mariupol. In alto, Edward Luttwak
Marinai russi portano la bara e una foto del capitano Andrei Paly, ucciso dagli ucraini
Marinai russi portano la bara e una foto del capitano Andrei Paly, ucciso dagli ucraini a Mariupol. In alto, Edward Luttwak
Marinai russi portano la bara e una foto del capitano Andrei Paly, ucciso dagli ucraini

Washington, 23 marzo 2022 - Esattamente un mese fa, il 24 febbraio, data già passata alla storia come un giorno infame, l’ennesimo da Pearl Harbor in poi, per riprendere la definizione dell’allora presidente americano Franklin D. Roosevelt, Edward Luttwak fece una dichiarazione impegnativa. Disse al nostro giornale: "L’Ucraina sarà la tomba di Vladimir Putin". Non so quanti gli credettero. Non moltissimi, suppongo. L’invasione sembrava doversi concludere in un paio di giorni con la caduta di Kiev e la cattura dell’ex comico diventato presidente. E invece? Cos’è accaduto? Chiedo ancora al noto esperto di strategia militare, consulente del Pentagono per decenni. "Invece lo sconfitto è lui, l’aggressore".

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In che senso?

"L’invasione è fallita. Putin dovrà prenderne atto e ritirarsi. Non ha forze sufficienti per una guerra di posizione, una guerra inevitabilmente di logoramento".

Se ne parlerà domani al summit Nato di Bruxelles...

"Meglio che a Bruxelles Biden e gli altri 29 capi di Stato e di governo stiano zitti. Non facciano retorica e si concentrino sulla sola strategia che può mettere il dittatore russo definitivamente in ginocchio".

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E cioè?

"Continuare a inviare armi e aiuti di ogni tipo a Zelensky, che è il grande protagonista di questo conflitto. L’Italia, tanto per parlare di cose vostre, ha i magazzini pieni di materiale militare".

Zelensky continua a chiedere i Mig 29 della Polonia.

"Sarebbero molto utili oltre ai missili a braccio forniti dagli americani. Ma la Polonia sta attuando un ricatto".

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Quale?

"La Polonia è certamente disposta a inviare questi aerei che risalgono ai tempi dell’Urss e che sono i soli sui quali i piloti ucraini sono addestrati. Ma in cambio chiede agli Usa i modernissimi F-35".

La Polonia aveva fatto un’altra proposta: trasferire i Mig a Ramstein in Germania e di qui farli arrivare negli aeroporti ucraini.

"Era un’idea stupida e pericolosa. Stupida, perché se davvero avesse voluto dare i Mig all’Ucraina sarebbe stato sufficiente smontarli e trasferirli con i camion oltre confine. Pericolosa, perché Ramstein è una base Nato e dunque il trasferimento avrebbe coinvolto la Nato".

In altre parole sarebbe stato un atto di guerra. Il Pentagono ha bocciato subito l’idea e Biden lo ha seguito.

"E ha fatto bene. La Nato deve rimanerne fuori. La Russia è al collasso".

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Ma non c’è il pericolo che un Putin con le spalle al muro ricorra alle armi nucleari o a quelle chimiche?

"Non vedo questo pericolo. Coinvolgerebbero anche la sicurezza della popolazione russa e bielorussa".

Dunque la Nato continuerà con le sanzioni?

"Sinora stanno funzionando".

Ma manca l’embargo alle importazioni di petrolio e gas naturale. Molti Paesi europei, fra cui Germania e Italia, al momento non possono permetterselo.

"Non sono d’accordo. Possono permetterselo benissimo. Siamo in aprile. L’inverno è finito. Gli europei si mettano un maglione anziché tenere il riscaldamento acceso".

Dunque la guerra continuerà. Ancora per quanto?

"Sino a quando – ripeto – Putin non se ne sarà andato".

O non sarà stato rovesciato...

"È un’ipotesi plausibile. Ma non domani e nemmeno dopodomani".

Dobbiamo rassegnarci ad altre distruzioni? Ad altre stragi da parte delle truppe russe?

"Un momento. Le stragi sono causate dai missili e dall’artiglieria. Ma le fanterie russe – a quanto risulta – non sparano sui civili. Tolta qualche eccezione, naturalmente".

E perché?

"Gli ucraini sono russi almeno per metà e per l’altra metà loro cugini. Questo è un sentimento inestirpabile dall’animo russo".

cesaredecarlo@cs.com

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