Olivier Veran (Ansa)
Olivier Veran (Ansa)

Parigi, 5 marzo 2021 - Ritorno ad una "quasi" normalità "fra 4-6 settimane". In Francia il governo 'vede' l'uscita in fondo al tunnel del Covid, nonostante molti esponenti del mondo medico invitino alla cautela. A dettare i tempi è il ministro della Salute transalpino, Olivier Véran, che ospite stamani di Bfm-Tv ribadisce la previsione fatta dall'esecutivo. Una stima che ha trovato obiezioni tra gli esperti, ma che Véran ritiene attendibile. "Abbiamo motivi per pensarlo - dice - fra 4-6 settimane avremo vaccinato gran parte delle persone vulnerabili, i più anziani, i più malati. Già registriamo una diminuzione della circolazione del virus in questa fascia".

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E aggiunge: "Fra 4-6 settimane arriverà anche la primavera ed abbiamo già visto che questo comporta un calo della circolazione del virus". Il ministro chiude però sulla riapertura di bar e ristoranti fino all'ora di pranzo, chiesta a gran voce dagli operatori del settore. "Non mi sembra la decisione adeguata in un momento in cui decidiamo il lockdown di alcuni dipartimenti nel weekend. Riapriremo ristoranti e bar quando potremo farlo, ma oggi non è il caso", taglia corto Veran. Negli ultimi 7 giorni la Francia ha viaggiato a oltre 20mila contagi al giorno, con una curva meno ripida di quella italiana, ma comunque in costante crescita. 

Passaporto sanitario

Véran esclude l'adozione di un "passaporto sanitario", ma piuttosto di un "certificato di vaccinazione", via che potrebbe prendere il governo per riaprire i luoghi pubblici. "La Francia non è un paese in cui si possa dire 'se tu sei vaccinato puoi entrare qui, se non lo sei non puoi entrare là...invece, che si pensi ad indicatori sanitari collettivi che ci consentano di programmare la riapertura di certi locali come i ristoranti, i cinema, questo sì". Il "certificato di vaccinazione", secondo il ministro, potrebbe tornare utila per la mobilità all'interno dell'Unione europea, per consentire a chi vuole viaggiare di spostarsi liberamente. "Perché no...", dice Véran a riguardo. Perché no...".

Vaccini

Sui vaccini la Francia invita gli Stati membri a non lasciare gli schemi europei. Clement Beaune, sottosegretario di Stato agli Affari europei, è convinto: "La solidarietà europea ci avvantaggia". Nel mirino di Beaune ci sono soprattutto Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, che hanno optato per il vaccino russo, senza nemmeno attendere il via libera Ema. "Se dovessero cercare il vaccino cinese o russo, ciò rappresenterebbe un problema di solidarietà e un problema di salute perché non sono autorizzati in Europa". E, velatamente, ha lasciato intendere che la via delle sanzioni potrebbe essere presa in cosiderazione:  "La discussione è politica per il momento, ma se continuasse, non potremmo trarre vantaggio dal quadro europeo e cercare soluzioni nazionali in ognuno per sé". Di questi giorni la notizia che Austria e Danimarca hanno avviato una collaborazione per produrre il siero con Israele.