Ginevra, 1 giugno 2021 - Il vaccino anti-Covid dell'azienda cinese Sinovac ha ricevuto l'omologazione per l'uso d'emergenza da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità. L'Oms ha assicurato che il CoronaVac rispetta gli standard internazionali di sicurezza, efficacia e di fabbricazione. "Il mondo ha un disperato bisogno di più vaccini Covid-19 per affrontare l'enorme disuguaglianza di accesso in tutto il pianeta", ha commentato Mariangela Simao, assistente del direttore generale dell'Oms per l'accesso ai prodotti sanitari. 

Sommario

Bollettino Covid Italia del 2 giugno

Come funziona

Il CoronaVac utilizza una tecnologia tradizionale, simile ad altri vaccini convenzionali, con l'utilizzo del virus intero SARS-CoV-2 inattivato (non replica e non può causare la malattia), come l'influenza. Il siero della Sinovac così prepara il corpo a difendersi dall'infezione, anche grazie a un audiuvante, l'idrossido di alluminio, che aiuta a rafforzare la risposta immunitaria al vaccino.

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Si conserva a lungo

Il CoronaVac non ha bisogno di essere congelato o mantenuto a basse temperature. Infatti il vaccino e la materia prima per la produzione delle nuove dosi potrebbero essere trasportate e refrigerate tra i 2 e gli 8 °C. Il siero cinese potrebbe essere conservato per un massimo di tre anni in magazzino, qualità che lo avvantaggia nella distribuzione nei Paesi meno sviluppati e a basso reddito.

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La Cina fornisce vaccini a 40 Paesi

Pechino, che conta su 4 vaccini nazionali, punta a fornire circa mezzo miliardo di dosi dei suoi vaccini a più di 45 Paesi, con la previsione di una produzione di almeno 2,6 miliardi di dosi solo quest'anno. La Cina inoltre aiuta anche la produzione locale, come in Brasile, Indonesia e Turchia.

Efficacia, dubbi e riscontri

L'efficacia del CoronaVac, come altri vaccini cinesi, è stata più volte messa in dubbio. Ma un recente strudio in Uruguay mostra che i decessi legati al Covid-19, tra la popolazione adulta di età compresa tra 18 e 70 anni completamente vaccinata con la formulazione CoronaVac, sono diminuiti del 97% a 14 giorni dal ricevimento della seconda dose. Il rapporto preliminare pubblicato giovedì dal ministero per la Pubblica Sanità dell'Uruguay indica anche che le ospedalizzazioni nei reparti di terapia intensiva dopo l'inoculazione con il siero CoronaVac hanno visto una contrazione di oltre il 95% mentre i casi di infezione sono scesi del 57%. 

Sulle percentuali ci sono dati contrastanti, dal tasso di efficacia di appena il 50.7%, cioè appena al di sopra della soglia del 50% fissata dall'Oms, di uno studio in Brasile, al tasso di 83.5%, da studi in Turchia. La stessa Oms parla di prevenzione della malattia sintomatica nel 51% degli immunizzati, e prevenzione Covid grave e ospedalizzazione nel 100% della popolazione studiata.  Sugli 'over 60' però gli studi clinici sono pochi, e quindi non è stato possibile stimare l'efficacia in questo gruppo di età.

Anche tra febbraio e aprile di quest'anno l'Istituto Butantan, che produce il vaccino CoronaVac in Brasile, ha condotto uno studio sulla città di Serrana, di 45mila abitanti, che si trova nel Sud Est dello stato di San Paolo: grazie al CoronaVac i decessi sono crollati del 95%, dopo che quasi tutta la popolazione adulta, il 95%, è stata vaccinata.

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Quante dosi

Dopo l'ok anche del Gruppo consultivo strategico di esperti sull'immunizzazione (Sage) dell'Oms, si raccomanda l'uso del vaccino negli adulti di 18 anni o più, con una somministrazione di due dosi da due a quattro settimane di distanza l'una dall'altra. 

Burioni: "Dati mai pubblicati"

Critico verso la decisione dell'Oms il virologo Roberto Burioni, docente all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che sul suo sito 'MedicalFacts' scrive: "Fino ad ora nessun dato scientifico è stato pubblicato né messo a disposizione formalmente della comunità scientifica internazionale riguardo all'efficacia e alla sicurezza di questo vaccino". E incalza: "Avete capito bene nessuna pubblicazione è mai uscita descrivendo la sperimentazione clinica di questo vaccino. Per cui, diciamo così, Oms è andata sulla fiducia, fiducia sui dati forniti dai cinesi".