Sabato 22 Giugno 2024

Accordo fra Le Pen e Republicains per le prossime elezioni in Francia, ma è bufera

Il leader dei Repubblicani, Eric Ciotti, ha annunciato un accordo con il Rassemblement National per le prossime politiche, ma molti nel partito si stanno dissociando

Roma, 11 giugno 2024 – Accordo politico fra il Rassemblement National di Marie Le Pen e i Republicains in vista delle prossime elezioni politiche in Francia. Il partito della Le Pen si presenterà infatti alle prossime elezioni al fianco dei Republicains. Una mossa che potrebbe pesare fortemente sul voto. Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica in Francia, i Républicains, eredi dei neogollisti, annunciano un accordo nel quadro delle elezioni legislative tra 20 giorni con l'estrema destra del Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen e di Jordan Bardella

Eric Ciotti e Marie Le Pen
Eric Ciotti e Marie Le Pen

L’accordo potrebbe incidere in modo decisivo sulle prossime elezioni, dopo che il presidente Macron, a poche ore dal voto per le Europee che ha visto la Le Pen vincere in Francia, ha sciolto l’Assemblea Nazionale (il parlamento francese) indicendo di fatto nuove elezioni. 

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Alle ultime elezioni europee Les Republicains hanno ottenuto il 7,3% dei consensi mentre il Rassemblement National ha superato il 31% (31,4%). Detto che in politica 1+1 non fa sempre e necessariamente 2 e che gli orientamenti per il voto alle politiche e alle europee (cambia anche il sistema elettorale che in Francia, fra l’altro, prevede un doppio turno) possono cambiare, l’accordo rappresenta una svolta non trascurabile nel panorama politico francese (e non solo).

Marine Le Pen in ogni caso ha accolto con favore la decisione del presidente dei Republicains (Lr), Eric Ciotti, di trovare un accordo per le prossime elezioni legislative con Rn. Eric Ciotti ha detto di sperare "che un numero significativo di dirigenti di Lr lo seguano". Un auspicio che sembra mal riposto visto che il suo annuncio di una alleanza di Lr con Rn sta suscitando un pandemonio fra le fila dei repubblicani tutti, dai vertici del partito.

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Ma sempre oggi i senatori Lr all'unanimità si sono pronunciati contro. Come stanno facendo uno alla volta i deputati come anche l'ex ministro e commissario Ue Michel Barnier e l'ex portavoce del governo ai tempi della presidenza Sarkozy, Jean Francois Cope. E anche i trasfughi dal partito come l'attuale ministro dell'Interno Gerald Darmarin. "Eric Ciotti firma gli accordi di Monaco e fa sprofondare nel disonore la famiglia gollista alleandosi a Marine Le Pen", ha scritto. Anche numerosi sindaci, presidenti regionali e provinciali stanno prendendo le distanze da Ciotti.

A venti giorno dal voto per le legislative francesi, un sondaggio dà nettamente in testa il Rassemblement National di Marine Le Pen che prenderebbe il 34% dei voti. Un punteggio in netto aumento rispetto al 2022 (18,7%). A lungo sottorappresentato nell'Assemblea, il RN sembrerebbe la forza trainante della Camera bassa.

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Numeri e percentuali

Tuttavia, poiché le elezioni legislative si svolgono in 577 collegi elettorali e si dividono in due turni, è molto difficile prevedere un numero preciso di seggi. Al momento non è possibile sapere se la Le Pen otterrà la maggioranza assoluta o addirittura relativa.

Il secondo posto andrebbe a Nupes (22%), a patto che i quattro partiti di sinistra che compongono l'alleanza rilancino la coalizione. Lunedì sera i leader di ciascuna formazione hanno discusso di questa ipotesi.

Il campo di Macron avrebbe il terzo gradino del podio, con il 19% dei voti. Quasi 7 punti in meno rispetto al 2022 e 13 rispetto al 2017. La coalizione presidenziale molto probabilmente non avrebbe più lo status di maggioranza, nemmeno relativa.

Ai repubblicani verrebbe accreditato il 9% dei voti (anche se alla luce dell’accordo molto potrebbe cambiare).

Infine rimarrebbe Reconquest! con il 4% dei voti, un totale simile alle elezioni del 2022 (4,2%) che non permisero al partito di ottenere un solo deputato. E infine le forze di estrema sinistra che graviterebbero intorno al 3%.

L'ira di Marion Maréchal

E se da una parte si apre a un accordo co i Republicains, Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen e capolista del partito di Eric Zemmour, Reconquète, alle europee, ha condannato “un cambiamento di posizione” del Rassemblement National, che – ha fatto sapere in un comunicato – “rifiuta il principio di un accordo” sulle legislative. “Nonostante i miei tentativi di negoziare – ha detto Marécal – lo spiacevole argomento che mi è stato addotto è che loro non auspicano nessuna associazione diretta o indiretta con Eric Zemmour”. La Maréchal precisa che Jordan Bardella, capolista del partito di Le Pen - l'ha informata questo pomeriggio della decisione.

Macron: non mi dimetterò

"No, niente affatto: lo confermo": con queste parole, il presidente della Francia, Emmanuel Macron ha risposto alla domanda se fosse impazzito, che è quella che molti francesi si sono posti quando ha deciso di sciogliere l'assemblea nazionale e di convocare nuove elezioni. A fargliela è stata il giornalista del Figaro durante il volo di ritorno da Oradour sur Glane, dove ieri ha celebrato l'anniversario di un eccidio nazista con il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. "Che cosa risponde a chi si chiede se è matto?" "No, niente affatto: glielo confermo. Penso solo alla Francia. Era la decisione giusta, nell'interesse del Paese". Macron ha ribadito a Le Figaro che non lascerà l'Eliseo qualunque sia il risultato del voto anticipato del 30 giugno prossimo.