Sabato 20 Luglio 2024
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Elezioni

Come si vota al ballottaggio per le comunali: le istruzioni per non sbagliare

Italiani al voto il 23 e 24 giugno nei comuni con più di15mila abitanti in cui nessun candidato, al primo turno, ha superato il 50% delle preferenze: cosa sapere prima di votare

Roma, 21 giugno 2024  – A due settimane esatte dal voto dell'8 e 9 giugno, una parte degli elettori italiani sarà chiamata nuovamente alle urne. Il 23 e 24 giugno i cittadini dovranno scegliere chi, tra i due candidati sindaci che hanno ottenuto più voti al primo turno nel loro comune di residenza, verrà effettivamente eletto. Il ballottaggio si terrà nei comuni con più di 15.000 abitanti in cui nessun candidato è riuscito a ottenere più del 50%+1 dei voti al primo turno. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 di domenica 23 giugno e dalle 7 alle 15 di lunedì 24 giugno. Ma cos'altro è necessario sapere prima di recarsi al voto?

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Come per il primo turno potranno votare, nel proprio seggio elettorale, tutti i cittadini maggiorenni con diritto di voto che saranno muniti di tessera elettorale e documento di riconoscimento, anche quelli che, per volontà o impossibilità, non hanno votato al primo turno.

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La scheda e come votare

Una volta entrato nella cabina elettorale, il cittadino troverà davanti a sé una scheda apposita per il ballottaggio comprendente il nome e il cognome dei dei due candidati alla carica di sindaco che hanno preso il maggior numero di voti, scritti in alto all'interno ciascuno di un proprio rettangolo, sotto il quale verranno raffigurati i simboli delle liste che sostengono il candidato. Il voto si esprime barrando il rettangolo nel quale è scritto il nome del candidato prescelto.

Il voto sarà comunque considerato valido anche nel caso in cui l'elettore si limiti a porre la croce solamente sul simbolo di una delle liste collegate, votando così per il candidato sindaco sostenuto da quella lista, oppure se l'elettore deciderà di barrare il nome del candidato sindaco insieme al simbolo di una o più delle liste collegate.

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Non c’è il voto disgiunto

Per questo secondo turno non è previsto il voto disgiunto. Sarà quindi considerata nulla la scheda che presenta un segno sul nome di un candidato sindaco e uno sul simbolo di una lista che appoggia l'altro candidato.

Le liste che sostengono i candidati, rispetto al primo turno, potranno essere di più nel caso in cui siano stati formati o meno degli "apparentamenti" con altre liste rimaste fuori dal ballottaggio.

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Le sfide nei capoluoghi

Coinvolti in questo secondo turno troviamo diversi capoluoghi di regione: Firenze, Bari, Campobasso, Potenza e Perugia. Tutte e quattro le città, al primo turno, hanno posizionato i candidati del centrosinistra in leggero vantaggio su quelli del centrodestra. Vantaggio che però non è bastato e sarà ora il ballottaggio a stabilire il nuovo primo cittadino di ogni capoluogo. Oltre a queste si andrà ai seggi anche in altre grandi città come Caltanissetta, Avellino, Cremona e Rovigo.