Roma, 2 novembre 2020 - Esperti allineati, con qualche distinguo, negli ultimi sondaggi sulle elezioni Usa 2020. "Joe Biden ha almeno l'80% di possibilità di sbaragliare Trump e diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti". La previsione di Charlie Cook, autorevolissimo guru delle indagini demoscopiche americane, ha subito riscosso un'ampia risonanza. Il sito indipendente Cook Political Report, fondato nel 1984, che analizza il voto per la Camera dei rappresentanti, il Senato, gli uffici del Governatore e la Presidenza americana, rappresenta infatti il punto di vista più quotato negli exit poll politici. Le ultime rilevazioni "lo danno nettamente avanti, oltre che negli Stati che deve recuperare, anche in alcuni grandi Stati che da tempo votano repubblicano: Florida., Arizona e North Carolina. In Georgia e Ohio i due candidati alle elezioni americane sono sostanzialmente a pari merito. In Texas il vantaggio di Trump nei sondaggi si è ridotto a meno di due punti. Basta che il presidente cada un una di queste roccaforti, la Florida e l'Ohio, e la partita è chiusa", ha chiosato.Alla vigilia dell'election Day, la Cnn ha rilevato che Joe Biden sarebbe in vantaggio in Michigan e in Wisconsin, due dei cosiddetti 'swing states' gli Stati in bilico che storicamente non sono nè democratici, né repubblicani. "I sondaggi alla vigilia sono una bufala, vinco io", ha ribadito anche oggi il presidente in carica durante uno degli ultmi comizi.

FOCUS /, quando si saprà il risultato (e il vincitore)

Se Cook sembra non avere dubbi sul risultato altri colleghi, altrettando in auge preferiscono mantenersi cauti considerando la vittoria a sorpresa di Trump nelle precedenti consultazioni, sfuggita alla stragrande maggioranza delle proiezioni. Tuttavia il candidato dei democratici resta attualmente in testa nelle principali rilevazioni nazionali di 10 punti rispetto al tycoon, come rimarca il Washington Times- Nbc. L'allerta è comunque alta perché oltre al voto popolare conterà quello dei grandi elettori, cioè i delegati che compongono il collegio elettorale che elegge il presidente Usa, che nel 2016 avevano determinato la sconfitta di Hillary Clinton, Secondo FiveThirtyEight, sito che si occupa di modelli e previsioni elettorali, Trump ha circa una possibilità su 10 di recuperare ed essere confermato alla Casa Bianca, mentre Biden ha 35 possibilità su 100 di vincere in modo schiacciante aggiudicandosi quella che viene 'landslide”.

Stati chiave, la mappa dei sondaggi

Cosa potrebbe accadere nei singoli Stati? Secondo la maggior parte dei sondaggi Biden risulta in vantaggio in Florida, ma Trump sembra in rimonta fino ad arrivare a pochi punti percentuali di distanza. Se la tendenza dovesse essere confermata l'attuale presidente potrebbe superare e battere l'avversario conquistando uno stato importantissim per il numero di delegati che assegna (29). Situazione analoga in Ohio: dopo essere stato in lieve vantaggio per mesi, Biden è stato superato secondo la media di Real Clear politics. In North Carolina, che negli ultimi 50 anni soltanto due volte si è espressa a favore di un candidato democratico, i sondaggi hanno dato fino all'inizio di ottobre i due sfidanti appaiati, segnalando successivamente una netta crescita di Biden, attualmente in discreto vantaggio. Anche in Georgia, altro stato tradizionalmente repubblicano, Biden ha scalato molti sondaggi arrivano a superare Trump.

Pennsylvania

Altra compagine importante è la cosiddetta 'Rust Belt'- regione compresa tra i monti Appalachi settentrionali e i Grandi Laghi al confine con il Canada, i cui stati furono determinanti nel 2016 per l'avanzata di Trump che si aggiudicò Wisconsin, Michigan e Pennsylvania. Biden è stabilmente avanti nei sondaggi di diversi punti, in tutti e tre, ma in certe singole rilevazioni lo scarto tra i due candidati è ridotto. Biden in testa anche in Arizona, roccaforte Repubblicana che assegna 11 delegati e in Nevada che però ne assegna solo sei e in passato ha spesso votato per i democratici.

Texas

Trump avanti di qualche punto in Texas con i suoi 38 delegati in predicato e cinquant’anni di urne saldamente a favore dei repubblicani. A ieri, grazie al meccanismo dell'early vote, cioè la possibilità di esprimere il proprio voto per posta nelle elezioni Usa, o di persona chiedendo le schede con largo anticipo, si sono già espressi oltre 93 milioni di elettori. 

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