Assumo oggi - con grande emozione e ancor più rispetto - la direzione del Resto del Carlino, quotidiano glorioso che da centotrentaquatto anni è insieme testimone e protagonista della storia del nostro Paese. Testimone perché compito di un giornale è innanzitutto quello di osservare la realtà e raccontarla; e protagonista perché la storia del Carlino è anche e soprattutto la storia di uomini – grandi giornalisti e premi Nobel – che attraverso queste pagine sulla realtà hanno pure inciso, facendo da stimolo per cambiarla, per migliorarla.

Basta scorrere l’elenco di chi ci ha preceduti per farci sentire come nani sulle spalle di giganti.

La forza di un giornale è, innanzitutto, il suo passato: perché è il suo passato, è la sua vita a garantirne l’autorevolezza. Ho scritto che il primo compito di un giornale è quello di essere testimone della realtà. Vorrei non sfuggisse il significato profondo del vocabolo: testimone è una persona che, di un fatto, può "farne fede, affermarne pubblicamente la veridicità". Il testimone è dunque per definizione attendibile, credibile. Ed è in questo che - ne sono certo - sta ancora oggi la nostra forza. Il Carlino ha un passato che ne garantisce la credibilità e un presente che ne riconosce un ruolo che rimane insostituibile. Anzi, soprattutto in un’era come questa - questa dei social voglio dire - resta indispensabile, per una comunità, la presenza di testimoni credibili.

Il presente del Carlino è dunque questo: il permanere di una credibilità. "L’ha detto il Carlino" era la rassicurazione per i bolognesi al tempo delle prime redazioni di via Garibaldi e di piazza Cavour, e lo è ancora oggi per i lettori di tutte le nostre aree di diffusione. E qui c’è la seconda certezza del presente: il radicamento in un territorio. Chi ci legge può anche a volte non essere d’accordo con noi: ma mai ci percepirà come qualcosa di altro da sé. Il Carlino è il “suo” giornale perché giornale della sua terra, della sua tradizione, perfino del suo modo di parlare e di mangiare.

Quanto al futuro, dipenderà da noi che il giornale lo confezioniamo tutti i giorni. Starà a noi svegliarci ogni mattina con la stessa voglia, la stessa passione che ci spinse, da ragazzi, a fare questo mestiere; starà a noi essere sempre consapevoli del fatto che stiamo portando avanti nella storia il nome del Carlino. Ringrazio l’editore Andrea Riffeser Monti per la fiducia che mi rinnova ora, dopo avermi affidato otto mesi fa il Quotidiano Nazionale; e il mio predecessore Paolo Giacomin, che resta con noi. Sono certo che ce la faremo.