A Bibbiano non c’è uno scandalo: ce ne sono due. Il primo è quello di cui si occupano la magistratura – che conduce le indagini – e i giornali, che ne danno conto.
Il secondo è la vergognosa strumentalizzazione che ne viene fatta dalla politica (o meglio, da una parte della politica). Com’è noto, fra gli arrestati c’è anche un sindaco del Pd. Gli viene contestato un ruolo marginale, ma comunque un ruolo: ed è ovvio che se ne parli. Meno ovvio, anzi incredibile, è che qualcuno non solo consideri questo sindaco colpevole prima ancora che cominci il processo, ma che consideri colpevole tutto il suo partito, il Pd. E su scala nazionale.

Eppure – per la serie non c’è ormai limite più a nulla – ecco che cosa ha detto nei giorni scorsi Di Maio per assicurare ai propri elettori che mai e poi mai il M5s si potrebbe alleare con il Pd: "Io con il partito di Bibbiano non voglio averci nulla a che fare. Con il partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettrochoc per venderseli io non voglio avere nulla a che fare". Ieri, dopo un’intervista al Corriere nel quale Franceschini insisteva ad aprire ai grillini, portatori a suo dire di "valori comuni", Di Maio ha ribadito il suo ’no’ affermando di essere "orgogliosamente diverso" da quelli di Bibbiano. Va detto che anche il suo alleato, Salvini, ha accusato il Pd di fare "business sui bambini".

Ma forse non ci si deve stupire per certi toni. I pentastellati li hanno sempre trattati con un certo riguardo, quelli del Pd: dal famigerato streaming Bersani-Grillo all’infame slogan "onestà! onestà!" gridato in piazza a Torino per festeggiare, più che la vittoria della Appendino, la sconfitta di Fassino, del quale tutto si può dire tranne che sia un disonesto. Ci si deve stupire quindi di un altro aspetto della vicenda, e cioè del perché ci siano tanti esponenti del Pd che continuano a blandire i loro diffamatori. Chissà. Forse tra gli ex comunisti c’è chi registra comunque un confortante progresso: un tempo li accusavano di mangiarli, i bambini; adesso, solo di rincitrullirli con l’elettrochoc per poi venderli ai migliori offerenti.