Venerdì 21 Giugno 2024
MADDALENA DE FRANCHIS
Economia

Lo spreco alimentare in Italia e nel mondo, arriva l’atlante che spiega tutto

Un saggio firmato a 4 mani dall’economista Segrè e da Enzo Risso, direttore scientifico Ipsos. Come contrastare il fenomeno, partendo dall’app Sprecometro

Spesa e spreco: arriva l'atlante

Spesa e spreco: arriva l'atlante

Roma, 26 maggio 2023 – Il futuro a cui stiamo andando incontro dipende da noi, ed è assai più vicino di quanto possa sembrare. Parte da questo semplice – e drammatico – presupposto Andrea Segrè, docente universitario e fondatore della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero. L’economista, che è anche responsabile scientifico dell’osservatorio ‘Waste watcher international’, ha firmato, a quattro mani con Enzo Risso, direttore scientifico Ipsos, il nuovo saggio ‘Lo spreco alimentare in Italia e nel mondo. Quanto, cosa e perché’ (Castelvecchi, 120 pagg. € 15), da oggi in libreria.

La piaga dello spreco alimentare

In prossimità della Giornata mondiale dell’ambiente, prevista il 5 giugno, i due studiosi riflettono su quanto sia ancora rilevante, nonostante tutti gli sforzi compiuti in questi anni per sensibilizzare le popolazioni, il problema dello spreco alimentare. Due anni dopo la pandemia e a 7 anni dal 2030 – quando ci si aspetta che il mondo dimezzi lo spreco di cibo, come da Obiettivo 12.3 dell’Agenda delle Nazioni Unite – il traguardo sembra una meta irraggiungibile.

Ogni anno 1/3 della produzione alimentare continua a perdersi sul pianeta (il 14% dopo il raccolto e il 17% fra commercio e consumo), mentre potrebbe sfamare almeno 1,26 miliardi di persone. Elaborato in accordo con la Fao, con l’introduzione del chief Economist Fao Maximo Torero Cuellen e la postfazione di Maurizio Martina, vice direttore generale aggiunto Fao, il libro apre un interrogativo urgente sulla reale possibilità di invertire questa tendenza e sugli strumenti utili a misurare gli eventuali progressi, personali e globali.

A partire dai dati, forniti dall’osservatorio Waste watcher international, che da dieci anni predispone monitoraggi sugli sprechi alimentari (mediante il costante tracciamento delle abitudini di acquisto e fruizione del cibo da parte dei consumatori, a ogni latitudine del pianeta), il libro si configura come il più aggiornato atlante dello spreco alimentare in Italia e nel mondo e individua le principali azioni, pubbliche e private, necessarie a contrastarlo e arginare il conseguente impatto ambientale, sociale ed economico.

Cosa e dove si spreca di più

Secondo il rapporto ‘The State of Food Security and Nutrition in the World’, rilasciato dalla Fao e dai suoi partner nel luglio 2022, 828 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021 (+ 46 milioni rispetto al 2020 e +115 milioni dal periodo prepandemico, nel 2019). Eppure, esaminando i dati Waste Watcher International, si evince che i prodotti alimentari sprecati più frequentemente rientrano nelle categorie di frutta e verdura. In particolare, è la frutta l’alimento più sprecato del pianeta: il Cross country report 2022 di Waste Watcher ha monitorato che in Italia gettiamo individualmente 30,3 grammi di frutta alla settimana, seguono l’insalata, con una media di 26,4 grammi pro capite, e il pane fresco, con 22,8 grammi. Ci superano gli Stati Uniti, con 39,3 grammi di frutta sprecata a testa, la Germania con 35,3 e il Regno Unito.

L’app Sprecometro

Dopo un’approfondita analisi sugli sprechi e la ricerca di soluzioni adeguate, il saggio si sofferma sull’applicazione Sprecometro, che dal 2023 è a disposizione di tutti, su tablet e smartphone.

Nel momento in cui viene scaricata e poi effettuato il login, verrà richiesto di compilare un breve questionario, che ha l’obiettivo sia di quantificare lo spreco alimentare generato dal nuovo utente nella settimana precedente (confrontandolo con quello della media nazionale, che è pari a 524,1 grammi pro capite per settimana), sia di attribuire un profilo (i profili sono quattro: sprecone, disattento, attento e parsimonioso, attributi in funzione del proprio spreco pro-capite, in modo decrescente rispetto allo scostamento dalla media nazionale). Successivamente, l’app richiede un aggiornamento continuo degli alimenti sprecati.

L’applicazione consente non solo di misurare lo spreco alimentare domestico in grammi, ma soprattutto di trasformare il peso del cibo sprecato in stima economica e di impatto ambientale (impronta idrica e impronta carbonica). Consentendoci, così, di misurare costantemente la nostra impronta di ‘’spreconi’ o virtuosi, e stimare chiaramente se stiamo migliorando. O, invece, peggiorando.

Cos’è cambiato dopo la pandemia

Un capitolo del libro è dedicato all’effetto-pandemia sugli italiani, o meglio, all’effetto della cosiddetta ‘nuova austerità’, seguita ai rincari energetici e all’impennata inflattiva dell’ultimo anno: la scure dell’austerity ha colpito, infatti, cene e pranzi al ristorante (con una riduzione del 51% delle famiglie) e le colazioni fuori casa (con una riduzione del 41% di persone).

Il food delivery, esploso nel periodo pandemico, sta subendo una contrazione (- 31%). Le rimodulazioni riguardano, inoltre, i piatti pronti acquistati nei supermercati o nelle gastronomie, con una diminuzione nel 30% di intenzione di acquisto. Più articolati, ma ben presenti, sono i tagli al carrello della spesa, concentrati sui prodotti a maggior costo. Non mancano le famiglie che stanno cercando di rivedere le spese per l’auto, che apportano tagli a viaggi e occasioni di divertimento, abbigliamento e calzature, che scelgono di rinunciare a pesce e carne o riducono la spesa per i farmaci.