Manifestazione di pensionati, foto generica (Ansa)
Manifestazione di pensionati, foto generica (Ansa)

Roma, 15 novembre 2019 - La speranza di vita non cresce e - di conseguenza - i requisiti per l'accesso alla pensione di vecchiaia non aumentano: per il 2021 restano fissati a 67 anni. E' quanto stabilisce un decreto del ministero dell'Economia pubblicato sulla gazzetta Ufficiale.

"A decorrere dal 1 gennaio 2021 - vi si legge -  i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici non sono ulteriormente incrementati". In particolare, via XX settembre ha preso atto della nota del presidente dell'Istat che comunica l'aumento della speranza di vita a 65 anni, "pari a 0,021 decimi di anni". Il dato, spiega il decreto, "trasformato in dodicesimi di anno, equivale a una variazione di 0,025 che, a sua volta arrotondato in mesi, corrisponde a una variazione pari a 0".

Pensionati ancora in piazza: siamo 16 milioni

Intanto domani Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil scenderanno di nuovo in piazza a Roma, al Circo Massimo per dire al governo: "Invisibili no. Siamo sedici milioni". I sindacati ce l'hanno con la manovra "insufficiente che non dà risposte ai pensionati", e continuano: il governo "non è stato in grado di adottare quelle decisioni necessarie per rispondere alle richieste dei sindacati sulla rivalutazione delle pensioni, per una legge sulla non autosufficienza e per un fisco più equo per i pensionati", e sottolineano di considerare una beffa "la decisione di attuare una mini rivalutazione di nemmeno 50 centesimi al mese".