Lunedì 27 Maggio 2024
SIMONA BALDELLI
Editoriale e Commento

C’è vita vera dietro ai numeri di ogni strage

Lo scorso anno in Italia ci sono stati 1.041 morti ‘di’ lavoro: ma quanti volti ricordiamo?

Simona Baldelli

Simona Baldelli

Casteldaccia (Palermo), 7 maggio 2024 - La questione è che, dopo un po’, sono solo numeri. Che sconcertano, indignano, ci mancherebbe. Ma numeri.

Lo scorso anno in Italia ci sono stati 1.041 morti sul lavoro. Diciamolo meglio: sono morti “di” lavoro. Fra queste mille e più persone, quanti nomi ricordiamo? Quali volti?

Noi narratori, trasformiamo i fatti in romanzi in cui il lettore si possa identificare. Entrare in empatia. Per salvare dalla dimenticanza i cinque morti più un ferito grave di ieri, dovrei trasformarli in personaggi. Per prima cosa gli darei un nome: uno lo chiamerò Giulio. E un’età: 45 anni. Un bisogno semplice da soddisfare: pagare il mutuo.

Ieri mattina si è alzato prima dell’alba, dopo poche ore di sonno. Ha fatto tardi per riparare la bicicletta del figlio più piccolo. È scassata e il bambino ne vorrebbe una nuova, ma non si può. Giulio ha finalmente trovato un lavoro stabile all’età di 45 anni, e solo ora la banca gli ha concesso il prestito. Bisogna che il piccolo si contenti della bici malandata che gli ha passato il fratello maggiore.

Ma Giulio l’ha fatta volentieri la notte in bianco perché l’indomani, grazie a quel lavoro atteso per anni, si avvicinerà di un millimetro al suo bisogno. Indossa la solita giacchetta con le maniche scucite. Non fa niente, ci sono cose più importanti di un vestito nuovo. Entra nella vasca di sollevamento senza badare al tanfo, perché i miasmi sono la prova che un lavoro ce l’ha, è utile alla società, indispensabile per la famiglia. Pensa alla casa, le scarpe per i bambini, una biciclettina nuova, magari. Scende, senza troppe storie né controlli, perché il tempo è poco e bisogna terminare entro il turno. Con gli occhi impastati di sonno, e per corazza una giacchetta striminzita e scucita.

Nessuno dei morti di ieri si chiamava Giulio, ma di certo in quella vasca sono scesi tanti mutui, vestiti logori e bici scassate. Vorrei avere cento pagine per raccontare ciascuno di loro. Per non dimenticarli più. Almeno questo.