Domenica 21 Luglio 2024

Marchio Storico unisce le forze dell’artigianato e punta alla Borsa

L'artigianato del lusso rischia crisi per il cambio generazionale. Marchio Storico promuove aggregazione di aziende per salvaguardare tradizioni e competitività internazionale.

Marchio Storico unisce le forze dell’artigianato e punta alla Borsa

Marchio Storico unisce le forze dell’artigianato e punta alla Borsa

LA DIFFICOLTÀ di molte piccole realtà nell’affrontare il cambio generazionale e nel competere sui mercati internazionali, rischia di mettere in crisi l’artigianato del lusso. Secondo una recente analisi del Family Firm Institute, il 30% delle imprese a conduzione familiare in Italia sopravvive infatti al passaggio alla seconda generazione, il 13% di esse arriva alla terza e solo il 4% sopravvive alla quarta. Per scongiurare il rischio di perdere per sempre un prezioso patrimonio di tradizioni e ’saper fare’ e salvaguardare l’occupazione, è nata la holding fiorentina Marchio Storico, che si propone come motore industriale e finanziario per favorire l’aggregazione di aziende con un Dna di valori artigianali, capaci di produrre prodotti di alta qualità. L’obiettivo è promuovere un fondo d’investimento a sostegno di un polo di imprese, sotto un’unica guida industriale, che si affacci sui mercati internazionali come un soggetto nuovo, per promuovere l’eccellenza del saper fare toscano.

Marchio Storico intende costituire un polo di realtà produttive che uniscano l’artigianalità a un adeguato livello tecnologico. La holding ha iniziato la sua attività aggregando sotto la propria direzione due aziende leader del settore dell’arredamento, Savio Firmino e Chelini, e sviluppando un contesto virtuoso in cui ogni azienda possa accrescere il suo vantaggio competitivo, mantenendo intatte identità distintiva e creatività. Le prime attività di acquisizione si concentreranno nell’inserimento in portafoglio di aziende di fornitura e subfornitura, per poi procedere con una crescita organica e uno sviluppo per linee esterne. L’obiettivo a breve termine è concludere operazioni di partnership con aziende sane da un punto di vista finanziario e caratterizzate da una storia di successo, con produzioni sinergiche e complementari a quelle in portafoglio, e con ricavi compresi tra uno e cinque milioni di euro. In una seconda fase, per dare sostegno finanziario al progetto, Marchio Storico punta a promuovere un fondo di investimento, promosso da primaria Sgr, in collaborazione con un gruppo selezionato di investitori istituzionali e privati, per poi approdare alla quotazione in borsa nel corso dei prossimi anni.

"Il fondo potrebbe essere costituito da una struttura finanziaria compartecipata tra pubblico e privato - ha spiegato Antonello Bracalello, managing director di Marchio Storico - con un’iniezione di capitali iniziale in grado di far decollare il progetto, seguita dalla raccolta di nuove risorse da parte di investitori istituzionali e privati. Il progetto ambisce a divenire esecutivo in breve tempo, dato che può contare su un gruppo di imprese e di manager già operativi, in grado di individuare le migliori aziende da accogliere nell’orbita del Marchio Storico e sviluppare i più efficaci piani strategici e operativi".

"La dimensione del fondo dovrebbe essere non inferiore a 20-25 milioni di euro - ha detto Cosimo Savio, ceo di Marchio Storico - per consentire un’efficacia operativa che garantisca la possibilità di costruire un raggruppamento di imprese e un impatto sul territorio, anche in termini occupazionali, non inferiore alle dieci aziende, tenendo conto di un’ipotesi di investimento di circa 2 milioni di euro per ciascuna acquisizione e per il successivo sostegno per lo sviluppo. Rendere profittevole l’alto artigianato, in un giusto bilanciamento tra livelli occupazionali sul territorio e rendimento per gli investitori è l’obiettivo di una sfida unica ed emozionante". Il progetto Marchio Storico è stato presentato in anteprima a Milano in occasione della ’Giornata del Made in Italy’, indetta dal Ministero. L’iniziativa dal titolo ’Tramandare il futuro: continuità e passaggio generazionale per il Made in Italy’ (inserita dal Mimit nel calendario ufficiale delle Giornata del Made in Italy) è stata organizzata da Consorzio Excellence Italia in collaborazione con il professor Lorenzo Zanni in qualità di membro del Meim Lab (Laboratorio di Market, Entreprenership and Innovation Management) del Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell’Università degli Studi di Siena e con il Consorzio Excellence Italia.

Nel corso della presentazione, proprio il professor Zanni, docente di economia e gestione delle imprese e presidente della Commissione spin off dell’Università di Siena ha annunciato l’idea di un "Osservatorio sul passaggio generazionale del Made in Italy". Durante la presentazione, è stato proiettato anche un videomessaggio dell’assessore all’Economia della Regione Toscana, Leonardo Marras, che non ha potuto partecipare di persona all’evento per precedenti impegni istituzionali. "Molti sono i tentativi in corso per affrontare il difficile tema del passaggio generazionale – ha detto Marras - ma è difficile riuscire a mantenere altissimo il valore della tradizione e dell’artigianalità nelle produzioni, che è riconosciuto dai mercati come elemento di grande pregio. Nella settimana del ’Made in Italy’, è giusto valorizzare proprio questi aspetti, per cui il tentativo di Marchio Storico a noi interessa tanto: merita di essere sostenuto e affiancato, e di trovare nelle istituzioni locali e territoriali il riferimento che serve affinché diventi un’esperienza di successo, capace di realizzarsi e capace di diventare un modello di riferimento per altre iniziative simili di aggregazione, perché di questo c’è grande bisogno".