Il Gallo Nero è, per tutti i produttori del Chianti Classico, un simbolo molto importante: quando è posto sul collo o sull’etichetta di una bottiglia permette infatti di distinguere un vino realmente prodotto all’interno del territorio del Chianti (un vino Chianti Classico) da quelli prodotti fuori da questo territorio nel resto della Toscana, ovvero i vini “Chianti” senza l’appellativo “Classico “ e senza il Gallo Nero.

Origine simbolo Chianti Classico

Utilizzato oggi per evidenziare l’elevata qualità di un vino, questo storico simbolo ha un’origine molto antica. Il Gallo Nero era utilizzato dalla Lega del Chianti, un’istituzione politico-militare creata dalla Repubblica di Firenze per il controllo del territorio del Chianti.

Leggenda Gallo Nero

La leggenda narra che nel periodo medievale, quando le Repubbliche di Firenze e Siena si combattevano aspramente per prevalere l’una sull’altra, il territorio del Chianti, proprio perché intermedio alle due città, fosse oggetto di dispute pressoché continue.

Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo, venne adottato un bizzarro quanto singolare sistema: si convenne di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d’incontro.

La partenza doveva avvenire all’alba e il segnale d’avvio sarebbe stato il canto di un gallo. Decisione, quest’ultima, in linea con i costumi del tempo, quando ancora i ritmi quotidiani erano scanditi dai meccanismi naturali.

Nei preparativi dell’evento doveva pertanto essere decisiva la scelta del gallo, più che quella del destriero e del cavaliere. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso in una piccola e buia stia pressoché digiuno per così tanti giorni da indurlo in un forte stato di esasperazione.

Confini territorio Chianti

Il Consorzio Chianti Classico, cui sono iscritte circa 600 aziende vinicole, nasce nel 1924 con l’intento di valorizzare il vino Chianti Classico e il suo marchio.Proprio in quell’anno un gruppo di produttori si riunì a Radda in Chianti e fondò il Consorzio per la difesa del vino Chianti, per tutelare il prodotto e promuovere lo sviluppo del territorio del Chianti, secondo i confini definiti nel 1716.

Nel 1932 vengono individuate 7 sottozone nel Chianti che distinguono altrettante zone di produzione vinicola e si designa con “Classico” il Chianti più nobile, sottoposto a più ferree regolamentazioni.

A grandi linee, le sottozone equivalgono alle attuali zone del Chianti:

- Il Classico (che comprendeva il vecchio Chianti, più nuovi territori a sud e soprattutto a nord);

- Colli Aretini;

- Colli Fiorentini;

Colline Pisane;

- Colli Senesi;

- Montalbano;

Rufina.

Nel 1967 ci fu un ampliamento che portò ai confini attuali, mentre nel 1996 venne creata la sottozona Montespertoli, tutta ricompresa nel territorio del comune omonimo, la quale fino ad allora era parzialmente inclusa nella sotto-zona Colli Fiorentini e per un’altra parte nella generica area Chianti. Nello stesso anno la zona del Chianti Classico si divise dalle altre sottozone attraverso un disciplinare autonomo.

Nel giugno 2005 i due rami del consorzio si sono riuniti e il marchio del Gallo Nero viene applicato obbligatoriamente su tutte le bottiglie di vino Chianti Classico. Infine, dal 2007, ogni bottiglia possiede un numero identificativo che consente al consumatore di risalire via internet alla sua origine.