Roma, 26 settembre 2017  -  Quarto decesso dall'inizio dell'anno in Italia per morbillo. La vittima è un 42enne non vaccinato. La morte è stat registrata nella settimana 18-24 settembre 2017. Ne dà notizia il bollettino sul monitoraggio dei casi di morbillo nel nostro Paese, realizzato a cura di Ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (ISS). 

Il caso si è verificato in Sicilia ed è stato notificato il 20 settembre dalla Asl di Catania; l'inizio dei sintomi è avvenuto l'8 settembre (febbre) e il 10 settembre è comparso l'esantema. Gli esami specifici confermano la diagnosi di morbillo (PCR positiva). Il paziente era immunodepresso.  

Contrariata il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin che ha fatto notare che proprio oggi che "il Consiglio di Stato ha ratificato la correttezza della legge" sull'obbligo dei vaccini per avere accesso alla scuola dell'infanzia "è incredibile dover commentare notizie" come quella del quarto decesso per morbillo in Italia". La Lorenzin lo ha detto a margine della direzione nazionale di Ap. "Queste infezioni, questi virus sono pericolosi e l'unica arma che abbiamo per difendere i bambini e gli adulti è la vaccinazione. Per questo lo scopo del governo è stato quello di alzare il livello di immunizzazione del nostro Paese e mettere in sicurezza la collettività".

Infatti è di oggi il parere del Consiglio di Stato in risposta a un quesito del presidente della Regione Veneto, che fa chiarezza sull'interpretazione della normativa, introdotta con decreto-legge nella scorsa estate, in materia di obbligo vaccinale. In particolare, nel loro parere, i giudici amministrativi, sottolineano che, già a decorrere dall'anno scolastico in corso, "trova applicazione la regola secondo cui, per accedere ai servizi educativi per l'infanzia e alle scuole dell'infanzia, occorre presentare la documentazione che provi l'avvenuta vaccinazione". 

Sul quarto caso di decesso per morbillo il Sicilia è intervenuto anche l'assessore alla Salute della Regione Baldo Gucciardi: "E' il risultato di una campagna indiscriminata e scriteriata contro le vaccinazioni. Lo diciamo da mesi, da anni che questa avversione ingiustificata e ingiustificabile rischiava di produrre effetti negativi tra i cittadini. Ora diventa ancora più stringente insistere sulla tolleranza zero. Quelle di adesso sono lacrime di coccodrillo. Sono molto triste e anche molto indignato. Morire oggi per il morbillo è una tragica beffa intollerabile".

In Italia, secondo i dati, dal 18 al 24 settembre 2017 i casi di morbillo registrati sono stati 4.575 casi e con 4 decessi dall'inizio dell'anno. L' 88% di coloro colpiti dalla malattia non erano vaccinati, il 6% vaccinati ma con una sola dose. Almeno una complicanza è stata registrata nel 35% dei casi. 44 pazienti su 100 sono stati ricoverati, mentre il 22% ha dovuto ricorrere al Pronto Soccorso. L'età media dei pazienti è di 27 anni. 300 casi si sono verificati fra gli operatori sanitari. 

L'Oms ha comunicato che nel 79% della regione europea, un'area corrispondente a 42 paesi su 53, il morbillo non è più endemico. Gli ultimi paesi ad aver interrotto la trasmissione del morbillo da almeno un anno sono Austria, Germania, Kyrgizystan, Polonia, Federazione Russa, Svizzera e Turchia. Per quanto riguarda la rosolia sono 37 i paesi in cui non è più endemica, e gli ultimi a raggiungere il traguardo sono stati Bulgaria e Kyrgyzistan. In Italia entrambe le patologie sono ancora considerate endemiche. 

DOTTORE: A CATANIA EPIDEMIA MORBILLO - Il dottor Mario Cuccia, responsabile del servizio epidemiologia dell'Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Catania, città dove si è verificata la quarta morte per morbillo: "C'è in atto un'epidemia di morbillo che ha picchi più alti del solito, è più prolungata nel tempo e che tende a colpire non soltanto l'infanzia, ma anche gli adulti".

Il dottor Cuccia continua: "Dall'inizio dell'anno a Catania abbiamo avuto 165 casi, numeri inconsueti e molto alti che sono legati alle mancate vaccinazioni. Ci sono anche casi di persone vaccinate, ma sono pochi e il quadro clinico è molto più lieve. Si è alzata anche l'età media si attesta intorno ai 23 anni, con casi limiti che sono un bambino di pochi mesi e un 59enne. Non è più una malattia dell'infanzia".  E anche per l'epidemiologo dell'Asp di Catania, "l'unica strada è la prevenzione, e quindi i vaccini".