È tutto pronto. Una tuta intelligente costellata di sensori, leggera e robustissima, cellule nervose che diventano specialissime cavie e schiume a memoria di forma: è solo un assaggio dei 12 esperimenti che tre italiani si preparano ad affrontare in volo suborbitale. Ma la missione, nata dalla collaborazione fra Aeronautica Militare e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), ospitata sul volo Unity 23 dello SpaceShip 2, lo spazioplano della Virgin Galactic finora utilizzato solo ai fini del turismo spaziale, rischia uno stop improvviso. Virtute-1, il nome della missione, è previsto a fine mese e i protagonisti sono il colonnello Walter Villadei, il tenente colonnello Angelo Landolfi, entrambi dell’Aeronautica Militare, e l’ingegner Pantaleone Carlucci del Cnr, con esperienza di ricerca a bordo di piattaforme aeree, ma proprio ieri le autorità federali americane hanno annunciato che non consentiranno a Virgin Galactic di volare. Vogliono accertare perché l’11 luglio la navicella che trasportò il fondatore della compagnia, Richard Branson, nel suo primo viaggio suborbitale, deviò dalla traiettoria prevista.