Il questore Fusiello (c), il Procuratore Curcio (dx), durante la conferenza stampa (Ansa)
Il questore Fusiello (c), il Procuratore Curcio (dx), durante la conferenza stampa (Ansa)

Potenza, 20 gennaio 2020 - Sono saliti a 26 gli arresti eseguiti dalla Polizia nell'ambito delle indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza - sugli scontri tra i tifosi della Vultur Rionero e del Melfi (Eccellenza lucana) che hanno portato alla morte del tifoso della Vultur, Fabio Tucciariello, di 39 anni, e al conseguente arresto per omicidio volontario e lesioni aggravate del sostenitore del Melfi, Salvatore Laspagnoletta, di 30. Gli arrestati hanno tutti tra i 20 e i 30 anni. In una conferenza stampa, il Procuratore Francesco Curcio ha reso noto che "su una delle cinque auto occupate dai tifosi del Melfi vi era anche un bambino". Il bambino non è rimasto coinvolto negli scontri ma la sua presenza avvalorerebbe l'ipotesi che si sia trattato di un agguato premeditato da parte dei tifosi della Vultur e non di "un appuntamento" concordato tra le due tifoserie. Secondo quanto si è appreso, tra le persone indagate e non arrestate vi sono anche alcuni minorenni. Ulteriori indagini sono in corso da parte degli investigatori. 

"È stata violenza tribale, anche in considerazione delle armi sequestrate", ha detto il Procuratore Curcio dietro al quale, mentre parlava, erano esposti tubi di ferro, bastoni, mazze e tirapugni sequestrati dalla Polizia dopo l'investimento. "Una tribù voleva sfidarne un'altra. Tutto era stato preparato, c'è stata sicuramente pianificazione". 

"Abbiamo anche la sensazione - ha aggiunto - che dovrà essere confermata dalle ulteriori indagini, che sia stata utilizzata anche una 'staffetta' per avvertire i tifosi del Rionero dell'arrivo dei tifosi rivali del Melfi".