di Alberto Pieri L’allerta è scattata anche in Italia. Ieri, 6.764 nuovi contagi e 51 vittime con l’indice di positività che torna a superare l’1%. Il governo si prepara alla quarta ondata. "È illusorio pensare di poter essere un’isola felice quando in tutta Europa i contagi hanno ripreso a correre". Il ministro della Salute, Roberto Speranza, il Commissario Straordinario, Francesco Figliuolo e il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, si presentano alla conferenza stampa, nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio, con un messaggio chiaro: la curva dei contagi salirà ancora, il picco è atteso fra dicembre e febbraio. Bisogna, perciò, limitare i danni e, soprattutto, le ospedalizzazioni. Per centrare l’obiettivo "Natale...

di Alberto Pieri

L’allerta è scattata anche in Italia. Ieri, 6.764 nuovi contagi e 51 vittime con l’indice di positività che torna a superare l’1%. Il governo si prepara alla quarta ondata. "È illusorio pensare di poter essere un’isola felice quando in tutta Europa i contagi hanno ripreso a correre". Il ministro della Salute, Roberto Speranza, il Commissario Straordinario, Francesco Figliuolo e il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, si presentano alla conferenza stampa, nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio, con un messaggio chiaro: la curva dei contagi salirà ancora, il picco è atteso fra dicembre e febbraio. Bisogna, perciò, limitare i danni e, soprattutto, le ospedalizzazioni. Per centrare l’obiettivo "Natale sicuro", il ministro è pronto a calare due carte: l’accelerazione e l’ampliamento della terza dose a tutti i cittadini.

Nessun cambiamento di rotta, invece, sul Green pass, già scaricato 117 milioni di volte. "È uno strumento decisivo per il contrasto all’epidemia", ribadisce Speranza. Bocca cucita anche sull’eventuale prolungamento dello stato di emergenza: "Decideremo a ridosso della scadenza", fissata per il 31 dicembre. Così come non si sbilancia sulle domande relative ai viaggi e alle tavolate per le feste di fine anno. Ma, prima di Natale, potrebbe invece arrivare il disco verde per le vaccinazioni per i bambini fra i 5 e gli 11 anni.

Nel frattempo, le Regioni dovranno "correre" sull’iniezione della terza dose. "Anche senza prenotazione", fa sapere Figliuolo. Non mancano però i contrasti. Dalla Campania il governatore De Luca (nel giorno in cui riceve un avviso di garanzia per concorso in corruzione nell’ambito di un’inchiesta su presunti appalti truccati a Salerno), spara a zero e invita i cittadini a "non ascoltare le notizie che arrivano da Roma". Mentre Zaia, dal Veneto, è preoccupato per l’aumento dei malati in terapia intensiva. Il piano per l’ampliamento della terza dose è ormai pronto. Per ora il "richiamo" è previsto solo per gli over 60, per il personale sanitario e per gli ospiti delle Rsa. Sarà presto esteso ad altre categorie professionali e agli over 50. Infine, a tutti coloro che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno sei mesi.

Figliuolo annuncia che ormai l’87,7% degli italiani (considerando anche coloro che hanno avuto il virus) è protetto dalla pandemia. E Locatelli conferma che i non vaccinati hanno un rischio di essere infettati o finire in ospedale è di 21 volte superiore rispetto a chi ha ricevuto l’antidoto. Quindi, spiega Speranza, "se si continua a far crescere il dato straordinario di prime e seconde dosi, avremo uno scudo che ci consentirà di gestire al meglio la stagione più difficile". Con l’inverno, infatti, bisognerà fare i conti non solo con la pandemia ma anche con le altre malattie stagionali che colpiscono le vie respiratorie. Per ora gli ospedali reggono. Ma quello che preoccupa è il trend. Si è passati da 29 a 41 casi ogni 100mila abitanti in pochi giorni. A settembre la media era di 39. Ma, proprio per questo, bisogna insistere sulle vaccinazioni: "E’ lo strumento fondamentale e da questo comportamento collettivo dipenderà la nostra vita nei prossimi mesi, che Natale passeremo e come entreremo nel nuovo anno. Perché dalla realtà non si sfugge: siamo ancora dentro una fase epidemica".

E dove si fanno meno iniezioni, insiste il ministro, "aumentano i contagi e il numero dei morti". Figliuolo assicura che ora le dosi ci sono per tutti gli italiani e conferma di aver chiesto alle Regioni di vaccinare senza prenotazioni. Il ritmo, per ora, resto però blando: appena 110mila le terze dose effettuate, solo uno su tre della platea potenziale si è presentato all’appello. "Il ritmo si intensificherà fra dicembre e febbraio", assicura il generale.