Giovanna Boda, 47 anni, ex dirigente del ministero dell’Istruzione
Giovanna Boda, 47 anni, ex dirigente del ministero dell’Istruzione
di Giovanni Rossi Da indagato ad arrestato per "concreto pericolo di inquinamento delle prove" e "straordinaria attitudine a manipolare le determinazioni finali" del ministero dell’Istruzione. Cinque mesi dopo i primi avvisi di garanzia in una vasta inchiesta su corruzione e affidamenti sospetti in viale Trastevere, per un controvalore di 23 milioni di euro "ora oggetto di ulteriori investigazioni", la Guardia di finanza esegue l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Federico Bianchi di Castelbianco, 70 anni psicoterapeuta, giornalista pubblicista, già direttore dell’Istituto italiano di ortofonologia (accreditato Ssn), nonché amministratore della Come...

di Giovanni Rossi

Da indagato ad arrestato per "concreto pericolo di inquinamento delle prove" e "straordinaria attitudine a manipolare le determinazioni finali" del ministero dell’Istruzione. Cinque mesi dopo i primi avvisi di garanzia in una vasta inchiesta su corruzione e affidamenti sospetti in viale Trastevere, per un controvalore di 23 milioni di euro "ora oggetto di ulteriori investigazioni", la Guardia di finanza esegue l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Federico Bianchi di Castelbianco, 70 anni psicoterapeuta, giornalista pubblicista, già direttore dell’Istituto italiano di ortofonologia (accreditato Ssn), nonché amministratore della Come (editrice dell’agenzia Dire) e responsabile di fatto di Magi Edizioni e Mite (Minori informazione tutela educazione). I reati contestati sono concorso in corruzione e rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio. In una telefonata (intercettata) ai suoi interlocutori, lo psicoterapeuta annuncia: "C’avete i telefoni sotto controllo come caz… ve lo devo dire e c’ho pure il mio, mo’ basta".

Con Bianchi, uomo di torrenziali relazioni, in passato chiamato a far parte anche della commissione Famiglia della Presidenza del Consiglio, finiscono agli arresti domiciliari Valentina Franco e Fabio Condoleo. I due, amministrativamente dipendenti dell’imprenditore, secondo la ricostruzione della procura di Roma – condivisa dal gip – erano invece collaboratori di fatto dell’ex responsabile Risorse umane, finanziarie e strumentali del Miur Giovanna Boda, già indagata per corruzione e protagonista di un drammatico tentativo di suicidio, il 15 aprile scorso, subito prima di incontrare il proprio avvocato dopo una meticolosa perquisizione delle fiamme gialle (il giorno prima).

Ieri nei confronti dell’ex dirigente apicale di viale Trastevere, ora difesa dall’avvocato Giulia Bongiorno, è stato eseguito un sequestro preventivo per l’ammontare di 340mila euro a fronte delle utilità illecitamente ricevute o promesse, stimate dagli inquirenti in oltre 500mila euro in meno di 30 mesi. Secondo la ricostruzione della Gdf, Boda, dirigente di immagine specchiata e forte impegno pubblico – dall’organizzazione delle giornate della legalità che ogni anno portano a Palermo centinaia di studenti per la commemorazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, all’attività infaticabile nelle scuole terremotate –, avrebbe infatti ottenuto da Bianchi consistenti utilità quali carte prepagate, bonifici, contanti, noleggi auto, locazioni per i genitori, spese per la domestica, promesse di assunzioni e acquisti di immobili, trattamenti medici e addirittura lezioni di violino.

In cambio Bianchi sarebbe stato favorito nell’aggiudicazione di affidamenti e incarichi – anche diretti. Una corsia preferenziale avvalorata dalla partecipazione a riunioni in sede ministeriale in assenza di valido titolo. Boda dovrà spiegare alcune intercettazioni in cui Valentina Franco chiama uno specialista in bonifiche telefoniche onde evitare intercettazioni: "Le accuse rivolte mi hanno sconvolto – reagisce l’indagata –. Ho sempre servito lo Stato con rigore e onestà, nella piena consapevolezza delle mie responsabilità e dei miei doveri e lo dimostrerò appena possibile: ho chiesto di essere interrogata proprio per chiarire la mia posizione". Allo stato non sono emerse responsabilità dei ministri dell’Istruzione via via succedutisi.