Suore di clausura dell'Ordine delle Clarisse (Ansa)
Suore di clausura dell'Ordine delle Clarisse (Ansa)

Città del Vaticano, 15 maggio 2018 - Le suore di clausura possono frequentare i social media, dialogare in rete, mandare e ricevere messaggi, ma attenzione a non portare all’interno del convento rumors, ovvero pettegolezzi, chiasso e distrazioni. Dal Vaticano è partita l’indicazione a frequentare i nuovi mezzi di comunicazione con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità e al tipo di informazioni che si mettono in rete.

Le monache che vivono in ritiro spirituale sono 37.970 in tutto il mondo, una popolazione che regge alla crisi delle vocazioni. Telefoni, internet, email e tv sono mezzi che hanno la loro validità ma vanno impiegati con sobrietà per non rompere quel clima di silenzio che accompagna la scelta di vita contemplativa. Sono le indicazioni del Vaticano contenute nell’Istruzione Cor Orans, redatta dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, approvata da Papa Francesco.

Quindi l’uso dei mezzi di comunicazione è consentito nel monastero "con prudente discernimento" anche perché le suore di clausura già utilizzano Twitter e Facebook, raccolgono le intenzioni di preghiera, diffondono notizie delle loro iniziative.

Le Clarisse eremite di Fara Sabina ad esempio sono presenti su Facebook per invitare i pellegrini alle loro cene monastiche, dove i pasti si consumano rigorosamente in silenzio e in ascolto delle letture sacre. Oppure le carmelitane basche di Hondarriba, diocesi di San Sebastian, recentemente hanno manifestato solidarietà alla ragazza stuprata dal branco nella vicina Pamplona. Insomma, restano le grate a separare le suore dal mondo, ma attraverso internet il filo diretto è continuo.