Papa Francesco (LaPresse)
Papa Francesco (LaPresse)

Città del Vaticano, 28 giugno 2019 - Il Papa benedice il prossimo Sinodo della Chiesa cattolica tedesca. Con una lunga lettera al popolo di Dio in Germania (tredici i paragrafi), Bergoglio dà il suo appoggio all’iniziativa decisa dall’episcopato locale (di segno progressista) durante l’assemblea plenaria del marzo scorso. Sulla scorta di uno studio commissionato dagli stessi vescovi sugli effetti dello scandalo degli abusi sessuali sui minori da parte del clero, la Chiesa tedesca sta lavorando a un vertice che favorisca la discussione su una serie di questioni considerate all’origine della crisi della fede nel Paese e, più in generale, in Occidente: il nodo della pedofilia, ovviamente, e poi i temi dell’invecchiamento delle comunità ecclesiali, del calo delle vocazioni (con annessa una riflessione sul celibato dei preti) e della mancata accettazione della dottrina sessuale cattolica, in particolare fra le nuove generazioni. La data del Sinodo non è stata ancora fissata. Si sa, però, che non dovrebbe trattarsi di un'assise con pronunciamenti vincolanti. Si punta piuttosto ad organizzare un'occasione libera di confronto fra chierici, religiosi e laici. 

“Siamo tutti consapevoli di vivere non solo un’epoca di cambiamento – scrive il Papa nella lettera  –, ma anche un cambiamento d’epoca che solleva questioni nuove e vecchie, di fronte alle quali un dibattito è giustificato e necessario". Francesco, che della Chiesa in Germania loda “il senso di corresponsabilità e generosità” nella diversità e pluralità, evita accuratamente di entrare nel merito delle questioni sollevate dall’episcopato locale. Piuttosto sceglie di evidenziare i rischi che potranno riscontrarsi sul cammino sinodale.  A partire dal pericolo di smarrire l’unità. Da qui l'avvertimento ai tedeschi: "Quando una comunità ecclesiale ha cercato di uscire dai suoi problemi da sola, affidandosi soltanto alle proprie forze, metodi e intelligenza, ha finito per moltiplicare e alimentare i mali che voleva superare”. L’avvertimento ricalca sine glossa la preoccupazione costante del Papa (a suo modo inevitabile dato il ruolo del vicario di Pietro) di evitare fratture all'interno del popolo di Dio, a tutti i livelli. Lo si è visto nel maggio dello scorso anno (proprio sul fronte tedesco) in relazione alla decisione bergogliana di frenare un documento sull’intercomunione nelle coppie miste, varato dall'episcopato a larghissima maggioranza ma non all'unanimità.

Da Francesco arriva anche un altro richiamo alla Chiesa tedesca, affinché non ceda alla “tentazione” di riorganizzare semplicemente le cose. Una realtà cattolica organizzata non risolve nulla – puntualizza  –, ha bisogno anche del “morso del Vangelo”, della sua freschezza. “Le sfide che ci attendono, le varie questioni e domande che emergono – chiarisce il Papa – non possono essere ignorate o nascoste, ma devono essere affrontate facendo attenzione sia a non rimanere impigliati in esse, sia a non perderle di vista, restringendo i nostri orizzonti e la realtà”. L'ascolto di tutti, specialmente di “semplici e piccoli”, può essere un buon viatico per un'assemblea che dovrà muoversi “dal basso verso l’alto” e solo dopo “dall’alto verso il basso”. A riprova, ancora una volta, che nel disegno papale il cammino sinodale ("il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio", disse in occasione dei 50 anni dall'istituzione del Sinodo dei vescovi), più che i dibattiti teologici, deve mettere al centro la vita concreta delle persone. In Germania e non solo.