di Nicoletta Pisanu VOGHERA (Pavia) Dovrà ancora restare agli arresti domiciliari l’ex assessore alla Sicurezza di Voghera, indagato per eccesso colposo di legittima difesa per avere ucciso a luglio con un colpo di pistola Youns El Boussettaoui, 39 anni, l’immigrato in stato di alterazione che lo aveva aggredito a mani nude fuori da un bar della cittadina della provincia di Pavia. Per il pubblico ministero, che lo accusa di un reato non volontario, Massimo Adriatici sarebbe potuto tornare in libertà, ma il gip di Pavia non è dello stesso avviso e l’ex esponente leghista della giunta comunale...

di Nicoletta Pisanu

VOGHERA (Pavia)

Dovrà ancora restare agli arresti domiciliari l’ex assessore alla Sicurezza di Voghera, indagato per eccesso colposo di legittima difesa per avere ucciso a luglio con un colpo di pistola Youns El Boussettaoui, 39 anni, l’immigrato in stato di alterazione che lo aveva aggredito a mani nude fuori da un bar della cittadina della provincia di Pavia. Per il pubblico ministero, che lo accusa di un reato non volontario, Massimo Adriatici sarebbe potuto tornare in libertà, ma il gip di Pavia non è dello stesso avviso e l’ex esponente leghista della giunta comunale dovrà restare in custodia cautelare.

Per il giudice delle indagini preliminari, infatti, l’ipotesi di un colpo accidentale sarebbe comunque frutto della "scelta gravemente imprudente di mostrare una pistola armata e senza sicura, con il dito già posizionato sul grilletto, condotta ancor più meritevole di rimprovero in quanto rivolta a un soggetto disarmato da parte di un ex appartenente alle forze dell’ordine, avvocato penalista, istruttore delle forze dell’ordine". La difesa d Adriatici, affidata agli avvocati Gabriele Pipicelli e Colette Gazzaniga, ritiene che "la limitazione alla libertà di Adriatici non trovi giustificazione alcuna e sembra che assuma una funzione sanzionatoria più che preventiva – ha sottolineato Pipicelli -. La Procura aveva manifestato parere favorevole alla revoca della misura". A dare un appoggio alle tesi della difesa, la mancanza di riscontri alle ipotesi fornite dai legali della parte offesa, i familiari della vittima, come quella relativa all’utilizzo di proiettili esplodenti proibiti, smentita dagli inquirenti.

Adriatici, che dispone di regolare porto d’armi, aveva sparato un proiettile calibro 22 a El Boussettaoui che poco prima lo aveva colpito con un pugno: l’episodio si era verificato in piazza Meardi a Voghera, sotto gli occhi dei tre testimoni i cui resoconti, già raccolti nelle prime fasi delle indagini, saranno ora "congelati" e diventeranno a tutti gli effetti prove. L’avvocato ed ex poliziotto sarà infatti presente all’incidente probatorio organizzato domani per acquisire come prove le testimonianze di tre persone che erano presenti al momento dell’accaduto. Il ricorso all’incidente probatorio si è reso necessario in quanto i tre le cui dichiarazioni vanno raccolte in modo ufficiale risultano essere sprovvisti di regolare permesso di soggiorno e dunque non è escluso che in futuro possano essere irreperibili, considerando che non risultano avere legami stabili con il territorio. Per evitare che queste dichiarazioni decisive vengano a mancare proprio durante il processo, si ricorre dunque a un anticipo di dibattimento.

Nella stessa mattinata, poco prima dell’appuntamento con i testi, si terrà invece l’udienza per valutare la richiesta dei legali della famiglia di El Boussettaoui che hanno chiesto alla Procura la condivisione di un video tratto da una telecamera malfunzionante, che in teoria, però, potrebbe avere ripreso qualcosa.