San Gennaro, il cardinale Sepe con l'ampolla in una foto d'archivio (Ansa)
San Gennaro, il cardinale Sepe con l'ampolla in una foto d'archivio (Ansa)

Napoli, 19 settembre 2020  - Napoli si ferma per il miracolo di San Gennaro. Come ogni 19 settembre, la città è in fermento in attesa della liquefazione del sangue. Si scioglierà o meno? Questione di poche ore e sapremo se anche questa volta il patrono "a fatt'o miracolo". La liquefazione è vista come segno di buon auspicio dalla popolazione, legata indissolubilmente a una tradizione che dura ormai da diversi secoli. Al contrario, il mancato scioglimento è inteso come presagio di future disgrazie. Del 'miracolo' si ha notizia dal 1389, anche se è solo la prima documentazione a riguardo e il fenomeno ai tempi era già noto. Potrebbe quindi risalire a molto prima.  Ma cosa è successo quando il sangue non si è sciolto? Ci sono diversi casi di mancata liquefazione, anche nella storia recente. In corrispondenza con l'inizio della seconda guerra mondiale, ad esempio, e dell'entrata nel conflitto dell'Italia: nel settembre del 1939 e del 1940,  il sanuge non si sciolse. Così come, tre anni dopo, durante l'occupazione nazista. Allo stesso modo, nel 1973, quando il colera imperversava per Napoli, mietendo vittime e seminando terrore. Non ci fu miracolo nemmeno nel 1980, l'anno del terremoto in Irpinia. Assedi, eruzioni e pestilenze, nei secoli scorsi, si associano spesso alla mancata liquefazione del sangue. 

IL MIRACOLO DI CHAMPIONNET - C'è poi un caso curioso passato alla storia. E riguarda una delle rare occasioni in cui il sangue si sciolse fuori dalle ricorrenze stabilite. Era il 23 gennaio del 1799, le armate napoleoniche avevano invaso Napoli. La città aveva infine ceduto all'assedio francese, e il generale Jean Étienne Championnet aveva fatto il suo ingresso trionfale all'ombra del Vesuvio. Ma i napoletani non accettavano di buon grado l'invasore francese. C'era addirittura chi li considerava come l'anticristo per le note posizioni libertine di Napoleone. Per conquistare i favori della popolazione, Championnet pensò allora di sfruttare la liquefazione del sangue. Avere San Gennaro 'dalla sua parte', poteva essere la carta vincente per evitare pericolose inssurezioni e placare il malcontento. Ecco allora che il generale ordinò al clreo di aprire e di predicare pace e ordine. Dopodiché entrò in duomo, gremito, e si fece consegnare la sacra ampolla. Fu così che, non appena la reliquia del santo toccò le sue mani, il sangue si sciolse. Un prodigio che generò grande stupore tra i presenti. La notizia fece il giro della città ed effettivamente colse di sorpresa la popolazione. I maligni lo chiamano ancora oggi 'il miracolo di Championnet'.

TRA VERITA' E SCIENZA - Tradizione e presagi a parte, il 'miracolo di San Gennaro' è un fenomeno culturale che i cittadini di Napoli vivono con trasporto e devozione. Viene celebrato tre volte l'anno: il 19 settembre nel giorno in cui si celebra San Gennaro, il sabato che precede la prima domenica di maggio (per ricordare la traslazione delle reliquie da Montevergine a Napoli) ed il 16 dicembre. I fedeli da sempre, l'attribuiscono alla volontà del Santo. Secondo le più accreditate teorie scientifiche, è il gesto meccanico del sacerdote che muove l'ampolla a innescare la liquefazione del sangue (che poi in stato di riposo tornerebbe gradualmente solido). D'altra parte la Chiesa ha sempre adottato una posizione molto prudente, sostenendo che non ci sono prove che il sangue di quelle ampolle appartenga effettivamente al Santo e che non ci sono abbastanza elementi né per dimostrare né per escludere che il fenomeno abbia spiegazioni fisiche.

QUEST'ANNO - Come ogni 19 settembre, dopo la celebrazione della prima messa alle ore 8, un prelato della Cappella del Tesoro ha proceduto alla lettura della Passione di San Gennaro. Intorno alle 9.45 il cardinale Sepe si è recato nella Cappella del Santo dove, con l'ausilio dell'abate, monsignor Vincenzo De Gregorio, del sindaco di Napoli e presidente della Deputazione di San Gennaro Luigi de Magistris e del vicepresidente della Deputazione Riccardo Carafa D'Andria, ha provveduto all'apertura della cassaforte che contiene il reliquiario con le ampolle del sangue. Alle 10.08 l'annuncio: "Il sangue si è sciolto".