San Ferdinando, la tenda distrutta dalle fiamme dove è morto un bracciante (Ansa)
San Ferdinando, la tenda distrutta dalle fiamme dove è morto un bracciante (Ansa)

San Ferdinando (Reggio Calabria), 22 marzo 2019 - Ennesima tragedia nella piana di Gioia Tauro: un migrante è morto nella notte in un incendio divampato nella nuova tendopoli di San Ferdinando gestita prima dal Comune e ora dalla Caritas. La tendopoli si trova a poche centinaia di metri dalla vecchia baraccopoli - smantellata nelle scorse settimane - nella quale, in un anno, 3 migranti sono morti a causa di incendi divampati nelle strutture fatiscenti di cui era fatta. 

FOCUS / L'incendio del 16 febbraio

Secondo una prima ricostruzione le fiamme si sono sviluppate in un angolo della tenda da sei posti, in un punto in cui erano posizionati alcuni cavi elettrici. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. Nell'incendio è andata distrutta solo una tenda. 

"Speravamo di non dover più raccontare episodi come questi ma purtroppo è accaduto ancora", commenta a caldo il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, subito accorso nella nuova tendopoli.  "Le cause del rogo, che ha interessato una tenda, non sono ancora chiare - spiega - e sono al lavoro i vigili del fuoco e la polizia Scientifica. Ora siamo in attesa di capire come sono andati i fatti. Certo è che è accaduto quello che non doveva accadere". Da parte sua Vincenzo Alampi, direttore della Caritas locale, spiega: "Questo luogo non è l'inferno della baraccopoli ma nemmeno il paradiso, è solo un luogo temporaneo, che va superato". 

LA VITTIMA -  Il migrante morto carbonizzato si chiamava Sylla Noumo, aveva 32 anni, era originario del Senegal. L'uomo era stato trasferito nella nuova struttura a seguito dell'abbattimento della baraccopoli. Il suo cadavere, completamente carbonizzato, è stato rimosso e la bara è stata posta all'interno di un mezzo funebre e portata all'esterno della struttura da dove sarà condotta in obitorio. 
Un centinaio circa di migranti, ospitati nella nuova tendopoli, si sono raccolti in silenzio ponendo le loro mani sopra al mezzo funebre quasi come per accompagnarne l'addio.

"Bilancio più pesante se fosse successo nella baraccopoli"

SALVINI - "Siamo addolorati per la morte di una persona a San Ferdinando: se fosse successo nella baraccopoli abusiva il bilancio poteva essere ben più pesante", dichiara il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Stamattina il prefetto di Reggio Calabria ha convocato a San Ferdinando il Comitato per la Sicurezza, alla presenza del procuratore di Palmi.
E aggiunge: "Teniamo alta l'attenzione: al Comune di San Ferdinando abbiamo appena riconosciuto 350mila euro per gestire la situazione post-sgombero. L'auspicio è incrementare sempre di più controlli, legalità e assistenza per evitare sfruttamento, degrado e tragedie". 

TENDA IGNIFUGA - La tenda andata a fuoco era stata installata recentemente per fare posto ai migranti spostati dalla baraccopoli demolita. La tenda era realizzata con materiale ignifugo ma, hanno spiegato i vigili del fuoco, questo accorgimento serve solo a rallentare lo svilupparsi delle fiamme e non a impedire l'incendio. Il rogo, poi, può essersi propagato a causa dei materiali presenti all'interno della tenda come materassi e vestiti.

LA PERIZIA TECNICA - Sarà una relazione tecnica dei Vigili del Fuoco a chiarire l'origine del rogo, ha detto il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, a margine dei lavori del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza convocato, subito dopo la tragedia. Ai lavori, fra gli altri, ha partecipato il procuratore capo di Palmi, Ottavio Sferlazza. "Sono qui - ha detto ai giornalisti - per rendermi conto di persona di quanto è accaduto. Non escludiamo alcuna ipotesi. Ci sarà una perizia tecnica e visioneremo anche le telecamere della videosorveglianza".

LA TENDOPOLI - La tendopoli, realizzata alcuni anni fa dalla Protezione civile, è attrezzata, con presenza di servizi igienici e presidi sanitari, ed è vigilata. All'inizio di marzo, la struttura è stata ampliata per consentire il trasferimento di una parte dei migranti che viveva nella baraccopoli - una struttura fatiscente fatta di baracche in lamiera, plastica e cartone - sorta a poche centinaia di metri e che è arrivata a ospitare, nel periodo invernale della raccolta degli agrumi, anche 3.000 persone. Baraccopoli che è stata definitivamente abbattuta il 7 marzo scorso.
I migranti che sono confluiti nella nuova tendopoli sono stati complessivamente 840. 

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LA BARACCOPOLI ABBATTUTA -  In un anno nella vecchia baraccopoli di San Ferdinando si sono registrate tre vittime a causa di incendi. Era stato il ministro dell'Interno Matteo Salvini, dopo l'ultimo rogo del 16 febbraio scorso, ad annunciare che la vecchia struttura sarebbe stata abbattuta.

Moussa Ba è morto nel rogo della baraccopoli (foto dal suo profilo Instagram)Nell'occasione aveva perso la vita un 29enne senegalese, Moussa Ba. In precedenza, il 27 gennaio 2018, era morta Becky Moses, 26enne nigeriana, mentre il 2 dicembre 2018 Surawa Jaith era morto pochi giorni prima del suo 18mo compleanno. Le operazioni di sgombero e poi di demolizione delle vecchie baracche sono cominciate il 6 marzo e si sono concluse il giorno successivo senza alcun problema dal punto di vista dell'ordine pubblico.

Nelle scorse settimane, il Viminale ha stanziato 350mila euro per il Comune di San Ferdinando per la gestione della fase post-sgombero e per ripristinare il decoro urbano e garantire "idonee condizioni di vivibilità sul territorio".