di Giovanni Rossi Nessuna love story. "Una bugia", reagisce Luca Lotti, 38 anni, deputato Pd, ex factotum di Matteo Renzi. "Un’amicizia" però sì, come del resto ammette lei, Renata Polverini, 58 anni, ex sindacalista dell’Ugl (il sindacato di destra), ex presidente della Regione Lazio, appena uscita da Forza Italia votando la fiducia a Conte. Insomma gli interessati smentiscono, ma il can-can lanciato da Dagospia plana lo stesso nell’arena parlamentare. La spossante liturgia della crisi, i duelli rusticani Renzi-Conte, la ricerca dei costruttori di ogni ordine e grado, i Razzi e i Mastella al centro della scena: tutto...

di Giovanni Rossi

Nessuna love story. "Una bugia", reagisce Luca Lotti, 38 anni, deputato Pd, ex factotum di Matteo Renzi. "Un’amicizia" però sì, come del resto ammette lei, Renata Polverini, 58 anni, ex sindacalista dell’Ugl (il sindacato di destra), ex presidente della Regione Lazio, appena uscita da Forza Italia votando la fiducia a Conte. Insomma gli interessati smentiscono, ma il can-can lanciato da Dagospia plana lo stesso nell’arena parlamentare.

La spossante liturgia della crisi, i duelli rusticani Renzi-Conte, la ricerca dei costruttori di ogni ordine e grado, i Razzi e i Mastella al centro della scena: tutto ingrigisce al cospetto del gossip di giornata. La presunta liaison tra l’ex forzista, da sempre orientata a destra con una certa ruspante fierezza, e l’ex renziano di complemento orgogliosamente rimasto alla casa madre, supera i confini rosa, perché, secondo le ricostruzioni di chi conosce bene i protagonisti, proprio questa simpatia – nata e cresciuta nelle differenze – sarebbe tra i fattori dello strappo politico maturato nelle ultime ore, anticipato a Lotti con un sms, tanto perché non restasse sorpreso.

Antonio Tajani, l’uomo più vicino a Berlusconi, augura "in bocca al lupo" e poi aggiunge veleno: "Chi cambia partito è destinato a scomparire dalla politica. Almeno poteva dircelo". Invece lo ha detto a Lotti. "Soccorso nero", sfotte Matteo Renzi, forse più per pungere Nicola Zingaretti, segretario del Pd e successore della Polverini in Lazio (che mai si sarebbe immaginato la novità), che non per far male alla Polverini.

L’interessata rivendica: "Mai stata fascista". Minaccia querele per chi riproducesse il vecchio frame di un saluto apparentemente romano, in realtà "capzioso e strumentale" (riporta una nota). Poi spiega che "la destra è cambiata", si arrabbia per il gossip e grida alla "vergogna" per attacchi personali a una donna inventando "falsità" sulla sua vita privata. Unica concessione: "Con Lotti siamo solo molto amici, da un po’ ci confrontiamo, anche politicamente" (riporta Repubblica). La frequentazione risalirebbe all’estate del Papeete. In un clima di crescente condivisione e confidenza, Lotti racconta all’amica la rabbia per l’inchiesta Consip: un peso non banale maturato nei giorni da renziano.

Altra vita. Perché in politica e negli affetti a volte tutto cambia. Si scoprono nemici, si trovano amici. Così uomini e donne del Pd si schierano a difesa della nuova arrivata tra i benemeriti di governo. "Squallide e vergognose le ricostruzioni che attribuiscono a una relazione con Lotti la scelta di Renata Polverini di lasciare Forza Italia per votare la fiducia a Conte. Una donna impegnata da sempre, prima nel sindacato e poi in politica, pensa e agisce con la sua testa. Basta attacchi strumentali, violenti e sessisti!", scrive l’ex ministra all’Istruzione Valeria Fedeli. "Renata Polverini compie una scelta politica e subito parte la macchina del fango sessista. Ma è così difficile accettare che una donna abbia delle convinzioni senza che ci sia un uomo a suggerire?", twitta l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Denunce e gentilezze. Benvenuta tra i responsabili, onorevole Polverini.